di Marta Rosati

Negli ambienti di sinistra, quelli Dem, ma pure quelli a cinque stelle, in molti erano quasi sicuri che Josè Maria Kenny avrebbe agganciato il ballottaggio con Orlando Masselli con un distacco più o meno ampio da quello che si è rivelato lo sfidante sottovalutato: Stefano Bandecchi; che forse, a sua volta, ha sottovalutato il suo appeal sull’elettorato ternano. Nelle settimane precedenti l’apertura dei seggi non mancava persino chi sosteneva convintamente che poco prima del voto del 14 maggio, il patron della Ternana calcio avrebbe mollato la corsa per la fascia tricolore. E invece no.

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Bandecchi Il leader di Alternativa popolare è stato l’unico che ha iniziato la campagna elettorale per tempo, in un crescendo organizzativo e mediatico da fare invidia, non senza qualche discutibile e discusso gesto caritatevole verso i bisognosi, o opere di mecenatismo; azioni rispetto alle quali si è pronunciato così: «Se do fastidio smetto, ma alla fine non chiedo nulla in cambio. Poi se nel segreto dell’urna c’è chi mi vota per quello, è libero di farlo». Bandecchi, attraverso social e media tradizionali (non solo i suoi) è riuscito a far parlare di sé in tutti i modi e l’indagine della Guardia di finanza, con immensa delusione di molti, non ha fatto che aiutarlo in questo senso. Gli investigatori, per sua stessa ammissione, stanno ancora lavorando al caso Unicusano, ma intanto lui, indisturbato, ha potuto dichiarare pubblicamente che «sono dei coglioni».

Unicusano Paradossalmente anche il gesto dello sputo ai tifosi della sua Ternana ha contribuito ad accrescere la sua popolarità. E sull’episodio ha avuto modo di esprimersi in un’intervista a Umbria24. Bandecchi ha sempre dichiarato di essere il candidato migliore e ha fatto leva su due messaggi in particolare: si è proposto come l’unica vera alternativa politica a quello che Terni aveva già conosciuto, e come il solo in grado di rivendicare un riequilibrio territoriale tra la città dell’acciaio e quella dei cioccolatini. Ma davvero si aspettava di arrivare al ballottaggio? Martedì sera a Nero su bianco, sul canale 15 (Umbria+ Trt) ha detto di sì, ma non sembrava molto convinto e inizialmente è apparso anche poco intenzionato ad argomentare, poi ha anche aggiunto che si aspettava una percentuale di consenso del 21% (un punto in meno di quanto ha totalizzato Kenny).

Elezioni a Terni Con le quattro liste collegate Bandecchi ha raggiunto il 28% abbondante; sette punti di distacco dallo sfidante di centrodestra Orlando Masselli e ora ‘rischia’ di vincere al secondo turno e di dover governare la città. Non è da escludere del tutto che Bandecchi abbia lavorato per un terzo posto, con l’obiettivo di poter fare l’ago della bilancia al secondo turno in virtù di chissà quale accordo. In questo senso, aveva strizzato l’occhio al centrosinistra. Mossa che ora potrebbe premiarlo alla corsa finale. Se Masselli infatti non ha altro che un centrodestra imbarazzato e un’affluenza in calo, l’entourage di Alternativa popolare ha l’entusiasmo alle stelle, diversi stretti collaboratori del patron al di là dell’esperienza politica e un bacino elettorale al di fuori del proprio, al quale attingere, anche senza particolari sforzi.

La corsa dell’imprenditore Lunedì sera, a risultati ormai definitivi, Bandecchi ha scelto il silenzio, anche se poi lo ha rotto molto presto ed è tornato in tv a 24 ore dal termine dello spoglio, ma il segnale non era di chi trionfa perché ha una chance. Da come parla, Terni pare voglia essere solo il trampolino di lancio verso più ambiziosi scranni: quelli Regionali prima, quelli di Palazzo Chigi poi. Per questa ragione si fa spazio l’ipotesi che, in caso di vittoria del livornese, tra un anno Terni si ritroverà senza sindaco e dovrà tornare alle urne. Ma magari per Palazzo Donini non si candida direttamente lui; e in ogni caso lo scenario, a sentire i rumors, non spaventa gli elettori, anzi si fa strada l’idea che l’elezione di Bandecchi sindaco di Terni possa essere il meritato ‘dispetto’ verso i tradizionali partiti di centrodestra e centrosinistra che dovrebbero sfruttare il tempo casomai a disposizione per ricostituirsi. Mentre questi ragionavano su alleanze, scaricavano il sindaco uscente e tendevano l’orecchio una volta a Perugia e una volta a Roma per capire chi dovesse essere il candidato o quali forze erano ammesse in coalizione, Bandecchi mostrava infatti sicurezza, autonomia, e se vogliamo anche una ritrovata pacatezza.

La sfida destra-centro Fatto fuori dai giochi Kenny, ora il bersaglio degli elettori potrebbe diventare Masselli. Del resto, Bandecchi, è stato il centrodestra a portarlo in città, e ora lo subisce. L’imprenditore che si ispira al Berlusconismo, l’antifascismo e l’anticomunismo, è circondato di persone che hanno sposato in toto il suo progetto, con liste che portano tutte il suo nome; ha già in mente il vicesindaco e si è spinto solo a dire che è un ternano conosciuto e affermato. Dalle parti del centrodestra invece, fare una giunta con una Lega implosa, divisioni interne e campioni di preferenze che non hanno il favore del resto del proprio partito non deve essere affatto semplice. Bandecchi insomma fa paura, può attrarre i voti del centrosinistra rimasto senza candidati propri e salire a Palazzo Spada da primo cittadino, nonché onorario.

Calcio politica e rivalità Qualcuno lo accusa di ‘essersi comprato candidati e voti’; comprarsi l’astensione però adesso potrebbe risultare più complicato; certo in quella che Silvia Tobia di Potere al Popolo ha definito ‘la campagna elettorale più pazza del mondo’ potrebbe succedere ancora di tutto, e Bandecchi in quanto a sorprese ci ha abituati bene, ma arrivati a questo punto sarà esclusivamente la coscienza e la sensibilità degli elettori a decidere le sorti del governo della città. Certo fa sorridere che dalla sua città natale sia ‘schifato’ e invece per larga parte dalla città di Terni osannato. Si è preso le Fere rossoverdi ma ha trovato resistenze insormontabili per acquisire la squadra amaranto. Come si sa nessuno è profeta in patria. A distanza di cinque anni dal motivetto ‘Chi non salta è comunista’ cantato sotto il Comune, c’è già chi fa le prove per intonare il 29 maggio sera ‘Chi non salta è perugino’.