di Marta Rosati

A seguito del video identikit che Umbria24 ha proposto ai propri lettori per ciascun candidato sindaco, con questa intervista scritta intende approfondire alcuni temi emersi in campagna elettorale e conoscere ancor meglio gli aspiranti primo cittadino. Tre quesiti sono gli stessi per tutti, mentre gli ultimi due sono stati pensati su misura per ciascuno dei sette in corsa per la fascia tricolore. L’ospite di oggi è Stefano Bandecchi.

Se fosse eletto sindaco di Terni, sulla base di quali criteri sceglierebbe il proprio vice e gli assessori? Quali le deleghe che assegnerebbe?

«La composizione della giunta e l’attribuzione delle relative deleghe avverrà con calma e con grande attenzione: esaminerò le esperienze professionali e i curricula valutando le relative qualità; Terni si trova in una situazione difficilissima causata da una sinistra e da una destra che al governo della città hanno dato il peggio di sé per cui la scelta deve essere oculata».

Tra i temi più sentiti dai cittadini, nel corso di questa campagna elettorale, compaiono la carenza di opportunità di lavoro e le inefficienze della sanità pubblica. Nei limiti delle competenze dell’ente comunale, quali strategie adotterebbe per migliorare Terni in questo senso?

«Il sindaco rappresenta la città e ha il dovere di sedersi a tutti i tavoli istituzionali e
imprenditoriali per garantire un adeguato sviluppo e una sanità efficiente; il mio assessore con delega al Lavoro e allo sviluppo economico dovrà fare il giro del mondo per portare a Terni multinazionali e terziario che vogliano investire sul territorio trasferendo le proprie sedi operative nella nostra città. La sanità ternana è stata devastata da una amministrazione di sinistra che negli ultimi venti anni ha consentito la realizzazione di quattro ospedali in provincia di Perugia e nulla a Terni, dove la Sanità ha mille carenze e problemi che il centrodestra ha avallato e accentuato: è inammissibile che a Terni ci siano tempi di attesa al Pronto Soccorso di dieci ore per la gestione di un codice verde nonostante gli sforzi costanti degli operatori sanitari e nel contempo che i cittadini debbano effettuare trasferte chilometriche per visite specialistiche convenzionate. La cosa grave è che personaggi che hanno rovinato la sanità umbra siano ancora i registi occulti del Pd ternano che appoggia il candidato Kenny».

Terni, tra i tanti brand che negli anni passati altre amministrazioni hanno tentato di cucirle addosso, ha conosciuto un’importante parentesi cinematografica. Oggi restano un festival, una film commission regionale e gli Studios di Papigno. Cosa farne?

«Il cinema è in crisi in tutta Italia: Terni, catturando investitori, potrà divenire una hub
cinematografica di rilievo nazionale ed a livello europeo: turismo, cultura e sport sono tra i punti essenziali del mio programma».

Da presidente della Ternana aveva promesso la A; poi ha ‘rotto’ con i tifosi, prima allontanando Lucarelli, poi con l’episodio dello sputo. Ritiene siano ferite sanabili per convincere i ternani a votarla?

«Ogni giorno penso a come portare la Ternana in serie A e finché sarò vivo questa volontà non mi abbandonerà; ho litigato solo con una parte esigua dei tifosi, quei tifosi che sono incivili, dediti a droghe e alcool, quindi non si deve tentare di strumentalizzare con domande tendenziose: girando per la città ho ricevuto moltissimi attestati di stima dalla tifoseria educata; sogno gli stadi come in Inghilterra, luoghi ove le famiglie guardano la partita insieme ai loro figli con rispetto per le diversità e senza razzismo; con le frange estreme e maleducate applico la legge del taglione: occhio per occhio e dente per dente che tra l’altro è contenuta nel Codice di Hammurabi la più antica raccolta di leggi dell’umanità».

La squadra di calcio, le mire gestionali sul PalaTerni, le opere che ha in animo di costruire, l’associazionismo, le attività imprenditoriali sul territorio… Non ritiene ci sia un conflitto tra i suoi interessi e l’eventuale carica di sindaco? Peraltro sul suo conto pende un’indagine della Finanza, non teme conseguenze giudiziarie che potrebbero compromettere il suo eventuale mandato?

«Riuscirò a conciliare tutte le mie attività imprenditoriali con l’essere Sindaco dando sempre la priorità alla carica istituzionale, interpretando la politica come un servizio da rendere alla collettività. Circa l’indagine, la domanda è tendenziosa: ho ragione e lo dimostrerò anzi invito la guardia di finanza e la procura a nominare degli esperti e a chiedere un parere all’Agenzia delle Entrate che sulla questione si è già espressa a me favorevolmente sin dal 2014».

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