L’impresa delle atlete del rugby sul Vettore, con Andrea a bordo della joelette e il fair play della kenyota alla maratona di Pistoia. Ecco l’Umbria che va a Napoli per il premio ‘L’amico atletico 2015’.
Sport Si è conclusa nella splendida sala Newton di Città della Scienza a Napoli la nona edizione del premio nazionale ‘L’amico atletico’. Serata ricca di sorprese e presenze importanti quella organizzata dalla Fondazione Cardinaletti Onlus. I protagonisti delle storie vincitrici, che quest’anno intendeva volgere lo sguardo verso l’integrazione sociale attraverso lo sport con particolare attenzione alle persone con disabilità fisica, sono stati premiati dai rappresentanti dello storico partner Ubi Banca popolare di Ancona, dalle autorità Coni e Ussi Campania, Molise e Abruzzo, oltre ai testimonial del premio e varie associazioni partner della Fondazione.
Ruth La sala Newton gremita ha visto sfilare sul palco protagonisti di storie diverse. Dalla maratoneta kenyota Ruth Chebitok dell’Atheltic Terni che alla Maratonina di Pistoia rinunciò alla vittoria per non superare l’atleta che la precedeva colpita da crampi, al velista e imprenditore anconetano Alberto Rossi da anni impegnato nel sociale, fino a Luigi Costanzo, malato di poliomielite da quando aveva appena 18 mesi di vita, ma la cui passione incrollabile per lo sport gli ha permesso di infrangere le barriere “mentali” che ostacolano più di quelle fisiche.
Rugby Ed è la barriera della verticalità imposta dalla montagna, il contenuto della storia che ha visto premiate le ragazze dell’Umbria rugby, l’associazione Stefano Zavka e la sezione del Cai di Terni per aver permesso all’amico disabile Andrea Sansoni di raggiungere lo scorso luglio la vetta del Monte Vettore con la joelette (ausilio che consente a persone con disabilità motorie anche gravi di frequentare gli ambienti montani). «Sicuramente il premio ricevuto ci onora – dichiara l’allenatore delle ragazze Sergio Depretis – e al tempo stesso ci meraviglia perché non ci aspettavamo un tale riconoscimento per una giornata soprattutto piacevole e appagante dove la maggiore soddisfazione è stato il sorriso di Andrea».
Ginevra Cimino Un’atleta dell’Umbria rugby: «Sia l’esperienza in montagna con Andrea, sia le storie raccontate, sono state per me di grandissima ispirazione perché ricordano sempre che il primo limite che abbiamo è nella nostra testa». Soddisfatta del grande riconoscimento anche Angela Torri dell’associazione Zavka che nel ringraziare gli amici sportivi che hanno contribuito alla realizzazione del sogno di Andrea, si ritrova pienamente nella filosofia della fondazione promotrice, auspicando una possibile futura collaborazione per poter raccontare tante altre storie.
Camorra Tra i testimonial che hanno premiato i vincitori c’era l’ex pugile Patrizio Oliva e Gianni Maddaloni, il papà di Pino, judoka medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney 2000, che sul palco insieme a una giovane promessa 14enne del judo, strappato dalle grinfie della Camorra, ha denunciato con parole forti verso le istituzioni il degrado di Scampia e posto l’accento sul valore dello sport, capace di dare speranza e futuro ai giovani, altrimenti destinati a ingrossare le fila della malavita. Un’altra fantastica edizione che, con il cuore rivolto ai fatti di Parigi, la Fondazione Cardinaletti mette alle spalle con la speranza di un futuro migliore.
