di Carlo Forciniti
Quando si dice una questione, anzi una passione, di famiglia. In questo caso, per Andrea e Alessandro Piccolino il filo conduttore è l’amore per la pallacanestro. Che qualche giorno fa ed in occasione dell’ultima partita interna giocata dal Basket Todi contro Marsciano in DR2, è stata portatrice sana di emozioni indimenticabili.
Emozione Perché per la prima volta in assoluto, padre e figlio hanno giocato insieme nell’ultima parte del derby. Un momento speciale. Unico. A riavvolgere il nastro di una giornata che non sarà mai come tutte le altre, èAndrea. «Non sapevo che Alessandro fosse convocato per quella gara. Quando ho visto che era a referto l’emozione è stata tanta» – racconta a Umbria24.
Connessione speciale Ma c’è di più. Perché il papà – guardia-ala di 43 anni -, e il figlio – play di 15 -, si sono resi protagonisti nel finale di una giocata a suo modo “storica”. «Abbiamo condiviso il campo gli ultimi minuti – confida Andrea -. Il momento clou è stato quando alla prima palla toccata, Alessandro ha realizzato un canestro da tre punti da un mio passaggio, cui è seguita la grande esultanza del pubblico. Come gli ho svelato dopo la partita, ha dimostrato una bella faccia tosta. È stato bravo».
Sulla scia del Prescelto Assist del papà, canestro del figlio. Un po’ come accaduto a LeBron James e al figlio Bronny durante una partita di regular season Nba di fine marzo vinta dai Los Angeles Lakers sui Brooklyn Nets. Dalla massima lega del mondo a una divisione regionale: quando le emozioni prescindono dalle categorie.
James nel destino E a proposito di LeBron James, il “destino” cestistico di Andrea Piccolino – lombardo di origini ma umbro di adozione – ha in qualche modo a che fare proprio con uno dei più grandi giocatori della storia del basket. Il perché è presto detto. «Ho avuto l’onore di giocarci contro in un torneo giovanile a Varese, quando James è arrivato in Italia con la rappresentativa dell’Ohio (stato di nascita del numero 23 dei gialloviola, ndr) – è il curioso aneddoto di Piccolino – L’ho marcato, anzi ho provato a farlo, per tutta la partita». Un ricordo speciale, per Andrea. C’è da scommetterci. Ma mai quanto la soddisfazione per aver condiviso il parquet con il figlio Alessandro. Quando il basket è una questione, anzi una passione, di famiglia…
