di Francesca Torricelli
Ce ne sono tante. Di tutti i tipi. Ma quella che fa un rugbysta non è ‘una’ promessa qualsiasi. Tanto che il Terni Rugby, proprio come promesso, venerdì mattina entrerà di nuovo nel carcere di Sabbione per festeggiare insieme ai detenuti la serie B conquistata domenica nella finale con il Paganica.
La promessa «Dobbiamo e vogliamo ringraziarli – dice l’allenatore dei Draghi, Mauro Antonini – per le motivazioni che ci hanno dato, da quando abbiamo iniziato a frequentarli e a fare rugby con loro». E sarà, ancora una volta, una giornata speciale: prima i rugbysti assisteranno ad uno spettacolo teatrale, poi resteranno a pranzo con i detenuti ma, c’è da scommetterci, il momento clou, il più atteso dai detenuti, sarà quello il cui Alessio Battisti, il capitano, protagonista di queste ultime stagioni in rossoverde, aprirà i borsoni che si porterà dietro.
I regali Perché per ‘Bimbo’ Battisti, quella di domenica scorsa, è stata l’ultima partita di una carriera importante, che lo ha visto vestire la maglia di tutte le nazionali giovanili, fino ad arrivare alla nazionale maggiore nel 2007, prima di essere coinvolto in un incidente stradale, che non gli ha comunque impedito, grazie una straordinaria forza di volontà, di tornare sui campi da rugby. E allora ha deciso di regalare tutte le sue maglie e tutte le sue attrezzature da rugby ai detenuti. Ma non solo.
L’impegno «Non starò più nel mondo del rugby – ha detto sabato scorso ai detenuti e alla sua squadra – perché per me il rugby va vissuto al 100% e non intendo scendere sotto questa percentuale. Però prometto che prenderò in mano il pallone ovale solo qui dentro, continuando a giocare e ad allenare la squadra di Sabbione». Una squadra che si sta formando con molta volontà e con straordinario impegno, grazie alla disponibilità della direttrice della casa circondariale e del comandante, e alla dedizione con la quale gli allenatori del Terni Rugby Valerio Guidarelli, Marta Corazzi e Jacopo Borghetti, da più di un anno seguono il progetto di recupero dei detenuti attraverso il rugby.
Il progetto «L’obiettivo che ci siamo dati è duplice», dice il presidente del Terni Rugby Alessandro Betti. «Il primo è quello di creare una vera e propria squadra dei detenuti (che si chiamerà Liberi per Meta/à), così come è stato fatto in altre strutture. Il secondo – ancor più impegnativo – è di riattivare insieme ai responsabili della casa circondariale, il campo sportivo interno per consentire ai detenuti di allenarsi su un vero terreno di gioco».
