di Mas. Col.
«Prima di lui in campo i marcatori difendevano e basta, il portiere parava e basta, i centrocampisti correvano e gli attaccanti pensavano solo a segnare. Il suo metodo invece, semplice nella realizzazione ma rivoluzionario nella concezione di calcio, cambiò tutto. E anche oggi si vedono gli effetti di quel cambiamento». Basta questa frase di Renzo Ulivieri a rendere l’idea di quanto Corrado Viciani abbia stravolto i concetti di calcio, proprio a partire dalla panchina della Ternana. La storia del tecnico è finita nel libro ‘Il Maestro – la storia di Corrado Viciani, precursore del calcio totale’, scritto dal giornalista ternano Alberto Favilla, edito da Intermedia.
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La storia Libro presentato sabato in una gremita sala conferenze della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, in un evento moderato dal giornalista Lorenzo Pulcioni. Presenti anche il figlio di Corrado Viciani, Dario, arrivato da Castiglion Fiorentino, poi tanti ex giocatori di quella Ternana che fece innamorare di sé gli addetti ai lavori, e non solo, di tutta Italia: Franco Liguori, Romano Sciarretta, Franco Nicolini, Nicola Traini e Pietro Biagini. In più tanti tifosi rossoverdi e Paolo Tagliavento, vicepresidente della Ternana. Per la casa editrice Intermedia presente la titolare, Isabella Gambini. «Questo libro – ha spiegato Favilla – vuole raccontare l’uomo Viciani e la sua storia, dall’infanzia difficile con la sua famiglia fino ai palcoscenici del calcio che conta. Dalla Libia, dove andò a vivere, fino alla Toscana. Dove iniziò la storia che lo portò poi al suo ‘Gioco corto’, tanto di moda oggi nei salotti del calcio e ribattezzato tiki-taka».
Uliveri Dopo la proiezione in sala di alcuni filmati delle storiche vittorie della Ternana, Ulivieri, ex tecnico rossoverde ha spiegato come ancora oggi sia importante il modello di calcio di Viciani. «Ancora oggi a Coverciano – ha spiegato – si parla del suo modello e gli effetti si vedono anche oggi. Prima del Gioco corto infatti ogni calciatore in campo aveva un solo compito: il portiere parava, i difensori marcavano, gli attaccanti pensavano solo a segnare. Con Viciani invece si è rivoluzionato il concetto di calcio: seppur con giocate semplici, visto che al giocatore si chiedeva quasi sempre il passaggio al compagno più vicino, il passo in avanti era dato dagli inserimenti e dalla occupazione degli spazi. Tutti dovevano quindi pensare diversamente e saper anche palleggiare». Concetti che poi sarebbero tornati nei giorni nostri con il tiki-taka, ripensando anche alle parole di Pep Guardiola quando spiega che, per le sue squadre, «il nostro miglior attaccante è lo spazio».
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