di Fabio Toni
Equipaggi da 16 nazioni diverse, oltre 350 atleti e un movimento complessivo, fra tecnici e accompagnatori, di circa 1.600 persone. Oltre l’evento, una boccata di ossigeno per gli operatori e le strutture alberghiere del territorio. La 27° edizione del memorial internazionale Paolo d’Aloja, che si svolgerà dal 19 al 21 aprile sulle acque del lago di Piediluco, vuole essere ricordata come quella del rilancio e di un nuovo corso nei rapporti fra istituzioni locali e federazione canottaggio che proprio in questi giorni festeggia il suo 125° anniversario.
Internazionale Sul piano sportivo, il memorial vedrà la presenza di ben 70 atleti provenienti dalla Russia, una delle nazioni più forti al mondo nello sport della vogata. Non mancheranno ovviamente i team azzurri, incluso il duo Sartori-Battisti, l’unico in grado di riportare una medaglia – d’argento – dalle ultime olimpiadi di Londra. Fra le nazioni presenti ci saranno anche Belgio, Croazia, Egitto, Georgia, Grecia, Israele, Lituania, Messico, Norvegia, Portogallo, Serbia, Svezia, Svizzera, Tunisia e Zimbabwe.
Obiettivo rilancio Qualcosa è stato fatto e molto resta da fare: la sfida è aperta. Se c’è chi guarda con nostalgia al passato, agli anni d’oro di Piediluco nel mondo del canottaggio, c’è chi – come il presidente regionale della Fic, il ternano Benito Montesi – non intende stare con le mani in mano. Le opportunità in effetti sembrano non mancare. La nuova dirigenza della federazione nazionale si dice pronta ad «aprire un nuovo corso per Piediluco e il suo centro federale». Parole a cui si dovrà dare un seguito, ad esempio moltiplicando gli eventi e spingendo su un utilizzo intensivo dell’impianto, ad esempio coinvolgendo durante l’intero arco dell’anno le nazionali straniere, master, giovanili e la stessa nazionale italiana.
Il ‘progetto azzurro’… Marcello Scifoni, vicepresidente nazionale della Fic, crede fermamente nel ‘progetto azzurro’ voluto dal neo-presidente Giuseppe Abbagnale e dal direttore tecnico Giuseppe La Mura: «Dobbiamo tornare ad essere una nazione di riferimento per il canottaggio mondiale – spiega – dopo la stasi degli ultimi anni, con risultati non certo entusiasmanti alle ultime olimpiadi, che vogliamo superare mettendo in campo organizzazione e competenza». Se, come afferma, «in passato la federazione ha abbandonato il centro remiero di Piediluco, ora – chiarisce – è arrivato il momento riportare questa struttura a livelli di eccellenza. La crescita del movimento agonistico nazionale sarà fondamentale per dare seguito a questo percorso. I presupposti ci sono tutti».
… e quello ‘europeo’ «La spinta che viene dalla collaborazione instaurata con la federazione italiana canottaggio – afferma il presidente della Provincia, Feliciano Polli – ci ha portato a fare nuovi investimenti, congiuntamente al Comune e ad E.On, sulle strutture del centro remiero». Per Polli «il legame fra sport, turismo ed economia è evidente. Per questo crediamo molto anche nel progetto che abbiamo presentato insieme alla Regione che punta alla valorizzazione ambientale del territorio attraverso fondi europei». Il progetto, bloccato da un ricorso, potrebbe riprendere a breve il suo percorso: «Siamo ottimisti e convinti che il consiglio di Stato ci darà ragione, forse già entro il mese di aprile».
Dichiarazioni
Il presidente del comitato organizzatore è l’assessore comunale allo sport Renato Bartolini, che sottolinea l’esigenza «di un’attenta politica sportiva e di promozione per il centro federale. Gli incontri con la nuova dirigenza della Fic – spiega – ci hanno dato ulteriore convinzione nel portare avanti il progetto complessivo di rilancio della struttura di Piediluco. Siamo convinti che si possa fare ancora molto».
Una buona notizia per gli organizzatori del d’Aloja è arrivata direttamente dal vicepresidente del Coni regionale, Moreno Rosati: «quest’anno il comitato olimpico contribuirà direttamente alla manifestazione, fra le più importanti a livello internazionale e nata per ricordare un grande presidente come Paolo d’Aloja, artefice della rinascita del canottaggio azzurro». Il Ditt (distretto turistico integrato) lavora a stretto contatto con il comitato organizzatore. Dalla struttura guidata da Gabriele Giovannini è arrivato un supporto consistente: «crediamo nel rilancio di Piediluco e i numeri di questa edizione del d’Aloja lo confermano». Sulla stessa linea l’assessore provinciale Filippo Beco: «pur in un momento economicamente difficile, non ci siamo mai tirati indietro perché crediamo nello sport come mezzo per la crescita dei giovani, in grado di sostenere anche l’economia del territorio».
