Kfc

Ci sarebbe anche l’Umbria nel piano di espansione del colosso americano del pollo fritto. Non ci sono conferme ufficiali da parte dell’azienda ma sia per indiscrezioni di stampa che per i contorni che assume il programma di investimenti, l’Umbria dovrebbe conoscere altri ristoranti del noto marchio sul suo territorio d qui a qualche mese.

I dai dati diffusi e riportati dal Sole 24 Ore, indicano per il 2026 un investimento complessivo di 35 milioni di euro, con 35 nuove aperture e oltre 800 assunzioni. Un’accelerazione che dovrebbe portare il fatturato a 281 milioni di euro, in crescita del 22% rispetto al 2025, confermando l’Italia come uno dei mercati più dinamici in Europa per il colosso del pollo fritto.

La presenza in Umbria è recente. Come già documentato da Umbria24, il marchio è arrivato nel 2024 con l’apertura del primo ristorante a Terni, seguito nel 2025 da un secondo punto vendita a Corciano. Due insediamenti che rappresentano l’ingresso nella regione e che si collocano dentro una fase di forte espansione nazionale.

I numeri spiegano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 Kfc Italia ha registrato ricavi per 230,4 milioni di euro, in aumento del 29% sull’anno precedente, una crescita doppia rispetto alla media del comparto fast food. I ristoranti hanno raggiunto quota 150 (+32%), con 30,5 milioni di clienti serviti (+22%) e circa 3.750 addetti complessivi.

Il piano al 2026 segna un ulteriore salto: la rete è attesa a 185 ristoranti, con una base clienti prevista in crescita fino a 36,7 milioni (+20%). L’orizzonte è ancora più ampio. Entro il 2028 l’obiettivo è arrivare a 250 ristoranti e circa 390 milioni di euro di fatturato, sostenuti da investimenti complessivi pari a 105 milioni.

All’interno di questa traiettoria, l’espansione geografica resta uno degli assi principali. Il gruppo punta a rafforzare la presenza nelle regioni già consolidate – dalla Lombardia al Lazio, fino a Puglia e Sicilia – ma anche a estendere la rete nelle aree meno coperte. In questo quadro si inserisce l’Umbria, dove la presenza è ancora limitata ma destinata, secondo la strategia dichiarata, a crescere.

Il modello di sviluppo combina franchising e gestione diretta. La prima resta la formula prevalente, ma aumenta il peso dei ristoranti gestiti direttamente dall’azienda, saliti al 16% nel 2025. Una scelta che consente maggiore controllo operativo e sperimentazione, mantenendo al tempo stesso il contributo dei partner locali.

Accanto alla crescita fisica della rete, il gruppo sta investendo anche sul piano tecnologico. L’obiettivo è integrare sempre di più l’esperienza nei ristoranti con piattaforme digitali proprietarie, in grado di raccogliere dati sui consumatori e offrire servizi personalizzati. Un’evoluzione che si accompagna allo sviluppo di nuovi formati, come il drive-through e l’integrazione tra canali fisici e digitali.

È proprio questa combinazione – espansione territoriale, innovazione tecnologica e adattamento ai nuovi modelli di consumo – a sostenere la crescita del marchio in Italia. Un mercato che, secondo i dati aziendali, continua a mostrare tassi di sviluppo tra i più elevati a livello internazionale.

Per l’Umbria, il dato rilevante è soprattutto prospettico. Dopo le prime aperture, la regione rientra in un piano nazionale che mira a saturare progressivamente il territorio. Le tempistiche e le localizzazioni non sono ancora definite, ma la direzione è tracciata: l’espansione non si ferma e coinvolgerà anche le aree finora meno presidiate.

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