di Fabio Toni

Si chiama Fabrizio Grani, è ternano di Cesi e ha coronato il proprio sogno, laureandosi campione italiano di braccio di ferro nella categoria Master (40-50 anni).

Braccio di ferro Julio Velasco, grande tecnico del volley azzurro e internazionale, ricorda spesso le parole di un suo ex professore all’Isef di Buenos Aires: «Se ai giochi olimpici ci fossero le prove di nascondino, si svilupperebbe la tattica, la tecnica, la preparazione fisica e si studierebbero le caratteristiche psicofisiche dei migliori giocatori di nascondino». Un concetto valido a maggior ragione per il braccio di ferro: al profano è concesso pensare si tratti solo un’occasione per sfidare gli amici, magari dopo un’allegra cena in compagnia. Ma c’è anche chi lo ha trasformato in disciplina, con sudore, applicazione e un vero bagaglio tecnico. Come il ternano Fabrizio Grani, 40 anni, originario di Cesi.

Intonacatore d’acciaio In paese è conosciuto per la sua modestia e per il suo mestiere di intonacatore, condotto con arte e perizia. Molto meno per questa passione ‘d’acciaio’ che lo ha portato a raggiungere i massimi livelli nazionali della disciplina, praticata all’interno del team ‘Le Marche’ di Renato Corsalini. Fabrizio Grani nel weekend del 20 e 21 ottobre ha coronato il proprio sogno, laureandosi campione italiano di braccio di ferro nella categoria Master (40-50 anni) ai 17° campionati italiani SBFI di Gardone Riviera. Un successo che gli assegna il diritto di rappresentare l’Italia ai mondiali 2013 in programma in Polonia.

E’ una passione «Curo la mia passione nei pochi ritagli di tempo libero che ho a disposizione – spiega il neo-campione, sponsorizzato dalla ‘Calce San Pellegrino’ -. Il successo mi ripaga dell’impegno che ci metto ogni giorno». A chi gli chiede se il braccio di ferro possa essere definito uno sport minore, Fabrizio risponde senza mezzi termini: «Chiamatelo anche così, ma ciò che conta è la passione. Praticare un’attività solo per il suo appeal mediatico, produce spesso false illusioni, soprattutto fra i giovani».

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