di Simone Francioli
Il nuovo corso delle ‘Fere’ è pronto a cominciare. Martedì il nuovo tecnico Attilio Tesser e il suo staff faranno conoscenza con il gruppo rossoverde nel ritiro di Fiuggi. Ardua la missione del tecnico veneto, consapevole della contorta situazione che vige nell’ambiente. Venerdì, intanto, ha aperto ufficialmente la sessione invernale del mercato: un’occasione per provare ad arginare le problematiche sin qui mostrate.
L’attacco, Antenucci dipendenti Incrementato lo score offensivo della squadra rispetto allo scorso campionato. Miglioramento reso tuttavia inefficace dalle mediocri prestazioni difensive ma, analizzando il rendimento dei singoli, ci si accorge come in avanti la Ternana sia stata troppo spesso dipendente dal capitano Antenucci. Un grande avvio, quindi il crollo: otto reti nei primi due mesi, un rigore trasformato e uno fallito da fine ottobre in poi. ‘Spento‘ il numero sette dei rossoverdi, il vuoto: l’ultima rete di una punta, ad eccezione di Antenucci, rimane quella di Avenatti a Pescara, con Nolè fermo a quota due. Particolarmente negative le cifre di Ceravolo e Falletti, rispettivamente primo e terzo nella graduatoria di squadra per numero di conclusioni tentate. Imprecise, vista la sola marcatura realizzata dall’attaccante calabrese e lo zero registrato dal giovane uruguaiano. Abili sotto altri aspetti del gioco, insufficienti in finalizzazione: rischioso appoggiarsi esclusivamente su Antenucci per concretizzare le azioni delle ‘Fere’. L’arrivo di Tesser e il probabile passaggio al 4-3-1-2 potrebbe implicare l’acquisto di una prima punta da affiancare ad Antenucci.
Difesa, croce… Se i numeri dell’attacco sono migliorati, non altrettanto si può dire della fase difensiva. A giochi fatti, considerando anche che i rossoverdi – scelte tecniche e cambi di modulo – non hanno mai avuto una retroguardia titolare continua, si può affermare che la rivoluzione attuata in estate non ha portato i frutti sperati: diminuito il numero dei match chiusi a porta inviolata – quattro, contro i cinque della passata stagione – aumentate di due unità il numero delle marcature subite. Dal Fazio-Masi-Farkas della prima giornata a Masi-Meccariello-Farkas – quattro volte in campo, schieramento più usato – sul terreno di gioco nell’ultima partita, sono state ben quindici le combinazioni difensive utilizzate da Toscano nei ventuno turni fin qui disputati, con Farkas unico sempre presente negli incontri terminati senza aver incassato gol.
…e delizia Bene invece la produzione offensiva dei centrali delle ‘Fere’: solo la Virtus Lanciano può vantare una maggior percentuale – 28% contro il 24% della Ternana, non aggiungendo nel computo i due gol in Coppa Italia – di segnature provenienti dal proprio pacchetto arretrato. Sarà necessario lavorare molto sui movimenti difensivi: tanti gli errori di posizionamento, oltre alle numerose disattenzioni dei singoli, che non hanno permesso alla squadra di arrivare alla pausa invernale in una posizione di classifica più consona agli obiettivi stabiliti. Da rivalutare la posizione di Ferronetti: sembrava certa la sua partenza, ma con il cambio tecnico e la fiducia di Tesser – fu l’allenatore veneto a lanciarlo ai tempi della Triestina – non è escluso che nella seconda parte di stagione possa ricoprire un ruolo importante nel nuovo percorso rossoverde.
La mediana senza filtro I rossoverdi, data l’indisponibilità di Sciacca, si sono ritrovati a dover giocare l’intero girone d’andata con il solo Carcuro capace di apportare dinamismo ad un reparto apparso lento ed inefficace nel garantire un’adeguata copertura alla difesa. Centrocampo tecnico, ma con poco filtro: anche in questo caso tante le soluzioni tentate – nelle prime giornate spazio per Nolè e Falletti da mezzali – esigui i risultati ottenuti. Difficoltà di maggior rilievo giunte con l’impiego del doppio regista in una mediana a due, Miglietta-Viola. Quattro delle cinque vittorie – unica eccezione l’incontro con il Latina – conquistate finora sono arrivate con l’utilizzo di tre centrocampisti, con Viola o Miglietta inzialmente in panchina. Si riparte su questa strada con Tesser, ma è legittimo pensare che si cercherà di risolvere questa mancanza acquistando uno o più giocatori in grado di migliorare l’interdizione del centrocampo delle ‘Fere’.
La gestione dei vantaggi Trentanove punti potenziali, appena venti effettivi. Un eufemismo definire inadeguato l’atteggiamento dei rossoverdi nell’amministrare le partite con vantaggio acquisito: cinque le vittorie conseguite sulle tredici occasioni nelle quali è accaduto, con altrettanti pareggi e tre sconfitte – record negativo del torneo – a chiudere un pessimo ruolino. Un problema di personalità ricorrente in particolar modo nelle gare in trasferta, dove la Ternana ha vanificato in ben cinque circostanze – Cittadella, Siena, Varese, Lanciano, Padova – la possibilità di portare a casa l’intera posta in palio. Netto peggioramento rispetto alla stagione 2012/2013, quando i rossoverdi persero solo con l’Ascoli al ‘Liberati’ e a Livorno da situazione di vantaggio durante tutto l’arco del campionato.
Rapporto con il pubblico Dopo le contestazioni con il Trapani e, in forma minore, negli allenamenti successivi alle sconfitte con i granata ed il Palermo, sembra utopico poter ristabilire un legame sereno con la tifoseria. Nemmeno l’importante successo sulla Reggina è servito, magari temporaneamente, a ricreare quella sinergia presente nelle due annate precedenti: Rispoli – preso già di mira nelle ultime sedute stagionali – nuovamente ‘beccato’ dai supporter rossoverdi e fischi per tutta la squadra, fatta eccezione per qualche timido applauso nel corso del match rivolto a Lauro. Ai problemi di natura tecnico-tattica, va ad aggiungersi quindi il fattore ambientale. La situazione che vive la Ternana non può certo permettersi ulteriori ostacoli nel suo cammino e non è auspicabile ripartire nel 2014 immersi in un ambiente così diviso e avverso nei confronti della squadra.


