di Mattia Farinacci

Terminata la sessione estiva di mercato la Ternana di Mammarella e Liverani può finalmente concentrarsi sul rettangolo di gioco e iniziare il proprio campionato di sacrificio. Nonostante gli obiettivi sportivi siano stati fissati con la salvezza, l’ultimo giorno di mercato è stato scoppiettante per le Fere, con ben sei giocatori arrivati a Terni. Proprio di questo parla il ds Carlo Mammarella nell’avvio della conferenza stampa dedicata al mercato: «In accordo col mister abbiamo cercato di portare avanti il suo progetto iniziale col suo modulo che era il 3421, che poi è quello che abbiamo visto. Poi abbiamo cercato di variarlo e di avere più soluzioni con giocatori duttili. Ora bisogna capire come metterli insieme. È stata una soddisfazione perché è stato un percorso difficile. Quando ti fermi e capisci cosa si è fatto tutto insieme vedi che è stato portato avanti un ottimo lavoro. Ma sappiamo che partiamo con un mese di ritardo come dice il mister perché sapete quanto è importante creare un gruppo, una mentalità. Il nostro campionato inizia con la chiusura del mercato. Abbiamo delle armi da mettere in campo ma hanno bisogno del loro tempo. È un gruppo che dovrà crescere giornalmente, non mi piace parlare di obiettivi ma è un dato di fatto il nostro ritardo. Il nostro percorso inizia oggi con delle basi diverse. Con il lavoro ci potremo comunque togliere delle soddisfazioni. È una squadra omogenea ora. Ci sono giocatori che possono ricoprire più ruoli».

L’appeal della piazza rossoverde Considerate le difficili condizioni che ancora attanagliano via della Bardesca, il ds spiega come ha convinto i neo rossoverdi a vestire la maglia delle Fere: «Chi ha scelto la Ternana l’ha fatto per la maglia, per l’allenatore e per la piazza perché non abbiamo fatto contratti onerosi. Abbiamo giocato la carta di guardare un po’ oltre il muro che c’è oggi e chi si è affacciato oltre questo muro oggi è qui con noi. Abbiamo cercato di mantenere la linea della sostenibilità economica. Terni mantiene un appeal a livello calcistico che permette di superare questi ostacoli importanti ma che ti consentono comunque di lavorare e di avere ampia scelta. Ho cercato di far sognare i ragazzi che sono venuti dicendogli di immaginarsi nel nuovo stadio. Tutto questo è stato un vantaggio». Il giudizio finale del mercato rossoverde è dunque positivo anche per Mammarella: «Siamo soddisfatti perché ci sono dei ragazzi che sono rimasti nonostante le proposte di mercato: Romeo, Donati, Maestrelli. Anche Martella poteva partire per andare in Serie B e tornare a casa, ma poi l’affare non coincideva con le nostre esigenze economiche. Non ho voluto negare niente ma poi ci devono essere le condizioni favorevoli, e se non ci sono la trattativa finisce lì. Marco Capuano fino all’ultimo giorno ha avuto la possibilità della Salernitana ma mi ha parlato dicendo parole bellissime e continuerà ad essere un punto di riferimento per questa squadra». Anche la questione lista è presto spiegata: «Con i portieri abbiamo un vantaggio: Morlupo non rientra nella lista e con gli altri portieri possiamo decidere di tenerne uno fuori e poi rimetterlo dentro. La scelta di D’Alterio nasce da uno scambio che stava avvenendo con la Reggiana: via Franchi e dentro Stulac. Non si è verificato ma abbiamo comunque deciso di mettere dentro un portiere bravo. Poi avremmo messo dentro un altro attaccante qualora fosse andato in porto lo scambio col Cosenza dove sarebbero usciti Maestrelli e Ferrante. A livello di lista Viviani è fuori per un infortunio importante e Kerrigan ne ha per 50/60 giorni e quindi vedremo quando rientrerà chi potrebbe uscire visto che c’è un cambio a disposizione. È anche un vantaggio perché in 2 mesi possono succedere tante cose».

Il legame tra Mammarella e la Ternana Il ds ripercorre quindi le tappe del suo ritorno in carica dopo l’esonero dell’anno scorso: «La chiamata è avvenuta in ottica della cessione della società e per risolvere gli ostacoli che c’erano con i contratti onerosi. Tutto è nato con la necessità di chiamare una figura che si potesse interfacciare con i ragazzi. A contattarmi è stato il sindaco il 29 giugno». Ancora in bilico comunque il suo futuro, con il contratto dell’ex terzino rossoverde in scadenza a fine anno. Proprio su questo, con un discorso molto emozionale, si concentra il dirigente: «Ho chiesto informazioni sulla mia situazione ma non è la priorità. Bisogna capire cos’è la Ternana per Carlo Mammarella e cosa è Carlo mammarella per la Ternana. L’anno della vittoria del  campionato io per 5 mesi avevo una malattia in corso pesante. La notte succedeva sempre qualcosa ma la mattina venivo al campo comunque; è stata una stagione pazzesca finita con la supercoppa contro il Perugia: non avrei rinunciato per nessun motivo al mondo. Poi la vita mi ha presentato il conto pesante e dopo la supercoppa mi sono trovato all’ospedale a combattere la battaglia più difficile, sostenuto dagli ex compagni e dal sindaco, che mi è sempre stato accanto. Quando sono arrivato all’ospedale mi hanno detto che probabilmente non sarei tornato a casa. Ma per spiegare cosa è stato Carlo Mammarella per la Ternana bisogna dire che ad agosto in ospedale ho fatto la risoluzione di contratto sul letto per far firmare Martella. Questa vicenda era per spiegare il legame che ho con questa maglia e questa città, tutto il resto passa in secondo piano». 

Le scadenze e il Rimini A tenere banco in casa Ternana è ancora ovviamente la situazione societaria, con le scadenze di settembre che si avvicinano: «Non sto pensando al 16 settembre perché ci sono persone predisposte a pensarci, sia alla cessione che alla scadenza. Ha già parlato il mister delle parole del presidente e mi fermo qui». Tempo dunque di pensare al campo, con la trasferta di Rimini che, nonostante i problemi, non sembra in discussione: «Non credo che ci siano problemi a giocare a Rimini. Come ho detto al mister noi rimaniamo concentrati, cercando di fare una bella settimana e andando in ritiro cercando di guardare in casa nostra piuttosto che fuori».

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