di Massimo Colonna
«Una decisione che ci lascia perplessi». Così il sindaco di Terni, Leonardo Latini, in merito alle motivazioni con cui il Tribunale Federale Nazionale ha accolto il ricorso del Novara, che di fatto al momento impedirebbe il ripescaggio della Ternana in serie B. Il primo cittadino, che di professione è avvocato, ha fatto il punto della situazione al termine di un incontro tenuto con il presidente dei rossoverdi Stefano Ranucci nella tarda mattinata di venerdì.
Video: il presidente Ranucci dopo le motivazioni
Parla il sindaco «Come tifoso e come avvocato – ha spiegato poi in una nota – non posso esimermi dal dire che la decisione del Tribunale Federale, che di fatto entra in materia di irretroattività, mi lascia perplesso. In estrema sintesi il tribunale dice che non può sanzionarsi con il mancato ripescaggio una squadra che è stata penalizzata in passato perché al momento della penalizzazione non era a conoscenza della normativa. Ricordo che c’è stato un pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Legge Severino: sulla irretroattività prendeva in considerazione soltanto le questioni di carattere penalistico, quindi, escludendo tutte le vicende di natura amministrativa. Siccome, mi pare evidente, che la sanzione di mancato ripescaggio sia addirittura meno di un illecito amministrativo, molto probabilmente il principio che è stato ritenuto applicabile dal tribunale Federale non si pone in linea con quello che è stato un pronunciamento della Corte Costituzionale». A questo punto bisognerà capire come si comporterà la Figc, che potrebbe accordarsi al ricorso che la Ternana sta mettendo in piedi proprio contro questa decisione del tribunale. Nel frattempo il Consiglio Federale della Figc, dopo il parere negativo della Covisoc, ha escluso l’Avellino dalla prossima serie B. Ora gli irpini possono ricorrere al Collegio di Garanzia del Coni entro il 23 luglio.
Bandecchi e il Foggia «Il mondo del calcio mi fa schifo, sono qui solo per i ternani». Intanto un nuovo sfogo del patron Stefano Bandecchi, dopo quello di qualche giorno fa in cui apriva all’ipotesi di vendere il club. Bandecchi stavolta parla dopo che al Foggia sono stati ridotti i punti di penalizzazione da 15 a 8. «Questo è un calcio che obbliga gli imprenditori che fanno calcio – scrive Bandecchi in una nota – a dover mettere del denaro senza nessuna aspettativa che questi soldi possano tornare indietro. Quindi l’impresa calcio, che fa girare miliardi di euro in Italia, è un’impresa a rimessa. Queste sentenze fanno parte di un calcio malato all’origine, un calcio che può fare solo magheggi per sopravvivere. Sembra che, se si comincia a punire in maniera troppo forte l’illecito, si rischia di far finire il calcio in Italia. Io mi sono rotto di investire nel calcio. Lo faccio solo per i ternani. Ho fatto un guaio perché siamo scesi in serie C. Ora devo rimettere a posto le cose e voglio mantenere le mie promesse. Il mondo del calcio mi fa schifo e vivere in mezzo ad alcuni peracottari è fastidioso».
@tulhaidetto
