di Massimo Colonna
«Il clima in cui si è svolta l’udienza è stato di grande ostilità e non sono stati in alcun modo fugati i dubbi sulla mancanza di garanzie espressi dai club coinvolti nella questione dei ripescaggi». Nervi tesi al termine dell’udienza al Tar del Lazio per la vicenda Ternana: a raccontare il clima è il presidente della Ternana Stefano Ranucci, a poche ore dalla pubblicazione della sentenza che deciderà qualcosa in più sul futuro della Ternana. La sentenza infatti è prevista per la giornata di giovedì, dopo che mercoledì il collegio del Tar si è preso più tempo del previsto per la decisione.
Gli esiti Intanto l’avvocato Massimo Proietti, legale della Ternana che insieme ai colleghi Fabio Giotti e Mario Spasiano sta seguendo le vicissitudini della giustizia sportiva che riguardano i rossoverdi, fa il punto della situazione in attesa del dispositivo. «Siamo pronti per affrontare sia l’udienza al Collegio di Garanzia del Coni, sia al Tribunale Federale Nazionale. Ma arrivati a questo punto della vicenda è impossibile fare commenti e non resta da far altro che aspettare le decisioni. Nell’udienza – racconta al telefono – siamo intervenuti ribadendo tutte le nostre posizioni e lo stesso hanno fatto i legali delle altre società coinvolte. Sostanzialmente possiamo dire che tutte le posizioni delle parti sono rimaste in linea con gli scritti difensivi depositati e presentati. La Pro Vercelli ha presentato la richiesta di astensione per il giudice (per presunta incompatibilità, ndr) ma la richiesta è stata rigettata, poi è iniziata la discussione. E a questo punto non resta che attendere le decisioni, anche perché i giudizi del Tar finora sono stati contrastanti, questo è un fatto: da un lato infatti si sono avuti provvedimenti cautelari, dall’altro provvedimenti di revoca, quindi la situazione è troppo complessa per fare previsioni, comunque sempre azzardate in ambito giudiziario».
Lo sfogo di Ranucci «Dopo essere stato allontanato dall’aula assieme alla presidente del Siena – spiega in una nota Ranucci – in quanto le parti non potevano assistere, mi è stato poi riferito da chi era all’interno durante la camera di consiglio che il clima in cui si è svolta l’udienza è stato di grande ostilità e non sono stati in alcun modo fugati i dubbi sulla mancanza di garanzie espressi dai club coinvolti nella questione dei ripescaggi. Gi atteggiamenti ostili di un legale di una parte resistente sono invece emersi in maniera chiara, sarcastica e per nulla deontologica nella sala antistante l’aula di udienza, tanto che non mi sono sottratto ad un confronto diretto per le illazioni proferite e per i comportamenti che nulla hanno a che fare con il diritto, ma che rappresentano un inutile sfoggio di potere per essere consapevolmente parte di un meccanismo asservito a chi vuole negare giustizia. Noi non ci faremo condizionare e non ci fermeremo».
@tulhaidetto
