di Mattia Farinacci
La Ternana è in liquidazione volontaria e Fabio Forti si è dimesso. L’interesse di un terzo per la ricapitalizzazione della società invece è sfumata con una telefonata dopo una comunicazione tramite posta elettronica certificata. Questa la sintesi del vertice di lunedì pomeriggio nello studio del notaio Cirilli in via Roma. Intanto, anche Bandecchi ha commentato la vicenda all’uscita da Palazzo Spada, indirizzando parole al vetriolo contro la famiglia Rizzo e ipotizzando un nuovo coinvolgimento nella Ternana che sarà.
Ternana in liquidazione volontaria «Tecnicamente – spiega l’amministratore unico che ha rassegnato le dimissioni all’uscita dallo stadio notarile -, la società rossoverde non è fallita: è in liquidazione volontaria. Le prossime mosse sarà il liquidatore nominato a deciderle. La società – ha aggiunto – ha deciso di non aumentare il capitale sociale e quindi procedere alla liquidazione». Niente da fare dunque, con la manifestazione d’interesse di un imprenditore esterno che non ha visto la luce: «La pec è stata revocata qualche ora dopo con una telefonata, non c’era più l’interesse a proseguire nella proposta».
Il commento di Bandecchi Intanto anche il primo cittadino di Terni Stefano Bandecchi ha commentato la vicenda ai microfoni di Radio Tele Galileo: «Hanno messo in liquidazione la Ternana. Non so quali sono le regole a livello calcistico ma da quanto ho capito la Ternana può essere esclusa immediatamente dal campionato. I Rizzo hanno deciso di cancellare la storia della Ternana. Ho ricevuto un signore che è un probabile acquirente che ha voluto sapere le cifre e i conti. Gli sono stati presentati i debiti che ammontano a 22 milioni. In più i Rizzo hanno chiesto 6 milioni trattabili. Sono venuti qui a Terni e hanno detto ai calciatori che già si sono schifati di aver dato fin troppi soldi ai ternani. I calciatori sono brave persone e hanno reagito nella maniera giusta, non hanno fatto nulla. Devono mantenere la calma e rimanere tranquilli come tutti gli altri». La conseguenza immediata sul piano sportivo dopo la messa in liquidazione rischia quindi di essere l’esclusione dal campionato: «Abbiamo parlato con la Figc: la Ternana domani mattina rischia di essere sospesa dal campionato. Quelli che si stanno preoccupando di più sono i tifosi, la città e gli avversari della Ternana: c’è chi perderà 6 punti, chi 1 e chi 2. I Rizzo hanno spento la macchina, Forti si è dimesso».
Battaglia in tribunale e il titolo in Serie D «Oggi ho perso 2 milioni di euro, i miei avvocati faranno tutto ciò che è possibile per portare i Rizzo nelle sedi opportune – prosegue il sindaco -. Non possono pensare di essere venuti a Terni a rubare e fare quello che volevano. Per quanto mi riguarda pagheranno per quello che hanno fatto. Qualcuno dimostrerà che sono stati per tutti questi mesi gli amministratori di fatto e saranno intaccati i loro beni personali, questo ho dato mandato di fare ai miei avvocati. Anche il Comune farà causa alla Ternana per tutto ciò che ha impedito di realizzare. I Rizzo non sono falliti per 22 milioni, ma per cifre ancora più importanti». Il primo cittadino pensa già al futuro e traccia i prossimi passi, a partire dalla ricerca di un titolo sportivo in Serie D: «Qualcuno di buona volontà cercherà un titolo in Serie D e se qualcuno lo vuole vendere tra le province confinanti la Ternana rinascerà da quel campionato. Nessuno pagherà i debiti dei Rizzo: hanno fatto il mercato di gennaio e ci sono 6 calciatori che non hanno preso neanche uno stipendio». Bandecchi intanto rilancia e non esclude un suo secondo coinvolgimento nelle Fere: «Non escludo un mio coinvolgimento nella nuova Ternana. Insieme a persone di buona volontà se trovo un titolo non lo escludo. Per me la Ternana torna velocemente dov’è e i Rizzo resteranno un cattivissimo ricordo. Tutti faremo il possibile per rovinarli».

