di Mattia Farinacci

Dopo la sosta natalizia la Ternana si rimette in moto in vista della seconda e decisiva parte della stagione. Prima della fine dell’anno solare, però, il presidente rossoverde Stefano D’Alessandro ne approfitta per incontrare la stampa e parlare a tutto tondo degli aspetti che maggiormente interessano la tifoseria ternana. Il numero uno di via della Bardesca esordisce così in conferenza: «Sono 95 giorni che sono a Terni e sono cambiate tante cose. Abbiamo sistemato tante situazioni a livello societario. Quando si retrocede e non si vince non è solo il campo il problema, ma tutto quello che c’è dietro: l’organizzazione e la cultura societaria. Quella che vorrei portare io è una mentalità aziendale, perché le società di calcio ormai sono aziende. C’erano cose che non andavano e le abbiamo sistemate, ci stiamo riorganizzando e riassettando e credetemi che oggi c’è molta più linearità su tutti i passaggi. Dal punto di vista del campo la sicurezza e la tranquillità che c’è la vedete, c’è un clima sereno; i ragazzi sono motivati e sul pezzo. È stata una fortuna trovare un gruppo forte che si è isolato da tutte le problematiche, da quel punto di vista ho dovuto lavorare pochissimo. Sono stati loro a dare spirito a me. In generale quindi 95 giorni assolutamente positivi, sono contento anche del rapporto che si sta creando con la piazza: ci stiamo stringendo tutti in un’unica direzione, che è quella della Ternana. Anche con la stampa si sta creando un bel rapporto e tutto è utile affinché la Ternana torni dove gli spetta».

Il progetto stadio-clinica e i punti di penalizzazione Importanti novità giungono anche sul versante extra campo, dal progetto stadio-clinica fino al ricorso al Coni per i due punti di penalizzazione. Da entrambi i fronti lo spiraglio sembra aprirsi sempre di più: «Sullo stadio-clinica dopo l’incontro con il sindaco c’è stato un ulteriore sviluppo. Ci siamo incontrati con Tagliavento nella settimana successiva. È stato un incontro cordiale e positivo dove abbiamo iniziato a gettare le basi per ragionare sulle cose che erano state sviluppate. È passato un anno e le cose sono cambiate: ci sono altre prerogative e interessi, ma io sono interessato a farlo. Ci siamo risentiti (con Tagliavento, ndr) prima di Natale e sicuramente ci rivedremo dopo le feste, vediamo se riusciamo ad arrivare a un accordo. Credo che non ci siano particolari ostacoli perché dall’altra parte è arrivato un segnale importante di apertura. Hanno capito non le mie esigenze ma quelle della Ternana. Si è capita la reale volontà di portare avanti il progetto e chiuderlo il prima possibile. Sarebbe importante partire nell’anno del centenario». «Sul ricorso – prosegue D’Alessandro – ho già specificato che faremo appello al Coni, le motivazioni che ci sono state fornite secondo noi danno un’apertura e ancora più forza alle nostre ragioni. Spero che vengano accolte al Coni, sennò andremo a oltranza perché credo che abbiamo interpretato la norma nel modo giusto».

Il mercato Con l’arrivo dell’anno nuovo impossibile non parlare anche del mercato, in apertura con la sessione di gennaio: «Abbiamo un gruppo importante e dobbiamo evitare di creare problemi come dice il mister. La lista è di 23 e non possiamo fare molto se non ci sono uscite. La rosa è questa: in uscita non c’è nessuno e in entrata il direttore sta lavorando se ci dovessero essere occasioni. Sui ragazzi che non giocheranno più (Krastev e Damiani, ndr) vediamo. Andiamo incontro al momento più importante della stagione e abbiamo deciso di inserire in lista Viviani, perché chi c’è deve essere a disposizione, poi le logiche di mercato si vedranno poi. Migliorare questa rosa è complicato, non voglio far uscire nessuno perché stiamo facendo un campionato entusiasmante. Abbiamo raccolto anche meno di quanto meritavamo, la partita di Pescara l’abbiamo vista tutti; con l’Entella sappiamo perché abbiamo pareggiato… Poi io sono a disposizione di mister e direttore e farò cosa mi dicono». Proprio alcune logiche di mercato coinvolgono Krastev, difensore che ha concluso in anticipo la stagione per via di un infortunio al crociato: «Su Krastev sta vedendo il direttore con la Fiorentina, troveremo la situazione più indolore. Non mi piace poi parlare di lui e Damiani che stanno vivendo un momento molto particolare. Spero comunque che Krastev recuperi il prima possibile. 

La piazza e il centenario Importanti anche le novità che coinvolgeranno la piazza, ancora scottata per la retrocessione secondo D’Alessandro, in un anno importante: quello del centenario: «La piazza è chiaro che sia molto scontenta per quello che è successo l’anno scorso, ma l’entusiasmo sta salendo così come i numeri. C’è ancora qualcuno che non viene ma come ho detto chi non c’è ha le sue motivazioni, perché da quello che leggo mi sembra di vedere che le persone non vengono non perché non hanno voglia di venire. Domani comunque lanceremo un mini abbonamento per il girone di ritorno per incentivare le persone in un momento di fuoco. Ci deve essere una chiamata alle armi da parte di tutti. I tifosi per noi sono tanto e la spinta si sente come si è sentita la mancanza a Pescara, anche se i 300 che c’erano hanno fatto il loro. Spero che questa campagna abbonamenti possa incentivare le persone e ne faremo altre». Per il centenario, inoltre, previste iniziative importanti: «Il campo deve essere una ciliegina sulla torta per il centenario, ma i festeggiamenti non saranno proporzionali al risultato del campo. Inizieremo già dal primo dell’anno perché la festa deve iniziare da quando entriamo nell’anno del centenario. Poi il campo deve essere la ciliegina così come può esserlo lo stadio. Inizieremo da subito con eventi su cui stiamo lavorando, saranno delle sorprese».

Il 2025 che verrà Non distogliendo l’attenzione dal presente, il presidente lancia un occhio anche al futuro: «Per quanto riguarda il campo mi metto a completa disposizione di mister e direttore perché l’obiettivo è quello di arrivare su e quindi farò tutto quello che è necessario. Sull’extra campo quello che voglio fare è far diventare la Ternana una società importante. Sapete quanti giocatori vorrebbero venire a Terni? Tanti, arrivano a me e al mister tanti messaggi. Questo è il sentore che il messaggio che è arrivato fuori è che la Ternana è diventata una società solida, appetibile e che ha un progetto tecnico-societario importante, perché sennò i giocatori non si svincolerebbero con questa facilità per venire da noi. L’altro segnale è che gli altri sanno che non si arriva a Terni per mettere la bandierina, non è terra di conquista. Chi viene qui viene in punta di piedi, bussa, trova il custode e non si può aspettare di dettare legge. Ci sono state delle avvisaglie e abbiamo rimesso tutto nel verso giusto, perché la Ternana ha una storia centenaria e merita rispetto a livello nazionale: questo lo faremo sentire nelle sedi opportune, sappiamo battere forte i pugni quando dobbiamo».

Centro sportivo e settore giovanile Tra i progetti accantonati ma di cui si era parlato durante la presidenza Bandecchi anche il centro sportivo, tornato d’attualità con D’Alessandro: «Ci stiamo guardando intorno per il centro sportivo e abbiamo qualche appuntamento dopo la befana. San Gemini è un’opportunità e abbiamo la disponibilità del sindaco per visionare un appezzamento di terreno. Probabilmente è la situazione più veloce dpl punto di vista realizzativo; è un impegno fondamentale quello del centro sportivo. Questo poi è legato al discorso del settore giovanile, perché per avere un vivaio importante non si può fare a meno di una casa dove poter lavorare. Ora abbiamo un settore giovanile un po’ sparpagliato e anche da quel punto di vista ci saranno importanti novità organizzative. La Ternana deve diventare una società dove i giovani devono avere voglia di venire e non di andare via come è successo e sta succedendo».

Ingressi in società e rinnovo del mister Proprio per rinforzare l’immagine del club e portare a termine tutti gli ambiziosi progetti, sono previsti ingressi ‘speciali’ in società: «Stiamo lavorando all’ingresso in società di mio fratello, ci sono delle dinamiche e tempistiche per tutto ma è abbastanza evidente e l’entusiasmo che abbiamo quando siamo insieme è grande, lavoriamo insieme da quando siamo piccoli in cameretta». Altro tema che assume particolare importanza, questa volta dal punto di vista sportivo, è il rinnovo di mister Abate: «Con il mister non c’è bisogno di parlarne perché c’è un rapporto di stima e fiducia reciproca che è superficiale affrontare il discorso, non credo che sia quello il problema col mister. Ha portato la squadra anche nei momenti difficili. Poi andrà affrontato ma ora non ci pensiamo perché abbiamo un unico obiettivo comune».

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