di Re.Te.
Agonismo e pathos sono gli stessi: basta osservare pochi scambi di una partita per accorgersene. Con il ‘sitting volley’ la federazione italiana pallavolo punta a diffondere lo sport delle schiacciate anche fra le persone affette da disabilità fisica. Il progetto, accompagnato dall’istituzione di un settore specifico, vede al vertice due umbri: il ternano Benito Montesi e il ‘prof’ perugino Luigi Bertini.
Obiettivo campionato «La pallavolo è uno sport di forti valori morali – spiega Benito Montesi, esperienza da vendere in tutto ciò che è volley -. Ora la Fipav punta ad entrare in maniera decisa nel mondo della disabilità fisica, per sviluppare la formazione sportiva attraverso il sano agonismo». Propositi a cui farà seguito un intenso programma formativo per atleti, allenatori, arbitri e dirigenti, esteso a tutto il territorio nazionale. Obiettivo: organizzare il primo campionato italiano di sitting volley maschile e femminile, punto di partenza per giungere col tempo anche ad un’attività internazionale.
Gli incarichi Il sitting volley (o pallavolo paralimpica) si gioca da seduti, sei contro sei, con le stesse regole – ovviamente adattate – della pallavolo ‘classica’. A Benito Montesi – per oltre 30 anni responsabile degli arbitri Fipav, oltre a numerosi incarichi internazionali – il consiglio federale ha affidato la guida nazionale del settore. Il professor Luigi Bertini – allenatore e docente della facoltà di scienze motorie e sportive dell’università di Perugia – è stato nominato coordinatore tecnico nazionale del sitting volley. Prossimo appuntamento di prestigio, i campionati europei che si disputeranno a Elblag (Polonia) dal 16 al 22 settembre: un torneo da cui trarre idee e nuova linfa, per una disciplina destinata a diffondersi sempre di più.
