di G.N.

Prosegue al Palevangelisti  la preparazione della Sir Perugia per il primo appuntamento della finale di Superlega contro Modena, in programma domenica pomeriggio. Cresce l’attesa nell’ambiente bianconero che fa il conto alla rovescia anche per  gara 2 che giovedì vedrà protagonista ancora una volta il pubblico perugino con il suo calore e la sua spinta motivazionale come già successo nell’ultimo trionfo con la Lube.

La squadra Tutti a disposizione di Boban Kovac, visto che per il momento non c’è alcun imprevisto dal punto di vista fisico nell’organico dei Block Devils. Diversi i modi e le sensazioni che accompagnano i giocatori alla finale scudetto: c’è chi  si affaccia per la prima volta ad una finale playoff italiana come Elia, Franceschini, Fromm, Holt, Russell, Dimitrov, Kaliberda e Tzioumakas. Per Luciano De Cecco, invece, è la seconda volta dopo l’esperienza di tre anni fa con Piacenza. E poi c’è la vecchia guardia, quel gruppo di campioni che portarono Perugia a un passo dallo scudetto nel 2014: Atanasijevic, Giovi, Fanuli e Buti.

L’ottava finale di Bira Per Simone Birarelli, 35 anni e ancora tanto da dare al volley italiano, si tratta invece dell’ottava finale in carriera. Il “Bira” come lo chiamano i tifosi preferisce sottolineare i dati di contorno della vigilia che rendono il contesto ancora più emozionante:  «La settimana procede bene. Nei primissimi giorni abbiamo recuperato un po’ dalle fatiche della semifinale, dove avevamo speso molto. Da ieri invece abbiamo ripreso ad allenarci forte. Il tecnico  ha chiesto il 100 per cento a tutti per lavorare al massimo e lo stiamo facendo. I tifosi? C’è tanta gente che ci segue anche in allenamento, ma con molto rispetto per il nostro lavoro. È molto bello il clima che c’è. In questi playoff ogni partita in casa è diventata un evento per tutta la città, il palazzetto è caldissimo e, come dissi al termine di gara 4 di semifinale con Civitanova, per noi è molto bello e per gli avversari non è facile».

L’avversario  «Dico diverse cose scontate, – ha proseguito il centrale bianconero – intanto che Modena è forte, molto forte. Sono un gruppo formato con un progetto partito tre stagioni fa con gli arrivi di Bruno e Ngapeth e poi consolidato negli anni. Sono una squadra completa – ha aggiunto il giocatore della Sir Perugia – e rispetto allo scorso campionato, pur mantenendo un gioco spumeggiante, sono più concreti e maturi. In più hanno il vantaggio del fattore campo e vincere in casa loro non è certo semplice. Insomma, è ovvio che è difficile, d’altra parte siamo alla finale scudetto. Ma anche noi abbiamo le nostre chance. Quest’anno ci abbiamo giocato contro tre volte. Ci abbiamo sempre perso, ma in ogni gara ci siamo sempre un pochino avvicinati, perdendo in casa a fine febbraio per un soffio in un periodo nel quale non stavamo facendo molto bene. Invece ora siamo migliorati  in attacco, abbiamo diverse uscite in ogni situazione. Ovviamente come un po’ tutti, siamo dipendenti da battuta e ricezione, dovremo cercare di avere continuità e forzare dai nove metri. Ma devo dire che sono fiducioso, abbiamo le nostre carte da giocare».

La strategia  «Lo dissi anche al via delle altre serie, –  ha concluso  Birarelli – per noi che non abbiamo il fattore campo dalla nostra, il progetto è vincerne una fuori in qualche modo, anche al quinto set come in gara 1 a Verona e a Civitanova. E poi tenere il fattore campo. È ovvio che vincere la prima domenica sarebbe bellissimo. Nelle altre serie forse ha giocato anche il fattore sorpresa in gara 1. Magari va così anche stavolta».

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