di Giovanni Baricca
Le logiche della ragione e le ragioni del cuore: le logiche della ragione avrebbero voluto che il Prato, sopra di due uomini per più di un tempo e avanti di un gol per mezz’ora abbondante, dilagasse nella ripresa; le ragioni del cuore hanno detto il contrario, che al Grifo basta un colpo di reni del suo uomo migliore, un moto d’orgoglio del solito Fabinho per riacciuffare il risultato. Ce ne è abbastanza per far esplodere di gioia i tifosi stipati nel settore ospiti del Lungobisenzio, a fine gara. A dirigenti e calciatori del club biancorosso, però, il 2-2 del 93’ non riesce proprio a far tornare il sorriso. A scontentare, sostanzialmente, è l’operato del direttore di gara, Serra.
La rabbia di Goretti Roberto Goretti entra in sala stampa, tira il fiato e attacca: «Mah. Oggi non si può parlare di una partita di calcio, oggi si può parlare di… di una grande impresa del Perugia». «Che ha ottenuto un pareggio straordinario», continua. «Ringrazio i ragazzi per lo spirito e l’atteggiamento tenuti in questa partita, sono stati bravissimi a restare uniti, compatti fino alla fine». Lunghe pause a intervallare ogni frase. Poi un’altra, apparentemente interminabile, a scandire il messaggio: «Invito il presidente e il direttore generale della Lega e il presidente del Can pro (Comitato arbitri nazionale di Lega pro) a guardare questa partita… Dietro al Perugia c’è una città che l’anno scorso ha portato allo stadio 17mila spettatori. Meritiamo più rispetto – conclude -, meritiamo che le cose vengano fatte per bene».
La grinta di Santopadre Sguardo fisso dritto a sé. Il direttore sportivo fa per alzarsi, articola un laconico “Non ho altro da dire” e se ne va. Stesso tono, stessi tratti del viso contratti, per Massimiliano Santopadre. Che a caldo stenta a trattenere l’istinto. Ci riesce soltanto in parte. «Vorrei dire tante cose, ma… ho paura di una squalifica», sbuffa il patron. «Ma voglio dire che quest’anno non ci fermerà nessuno. Il punto strappato oggi, a Prato? È il punto della giustizia. Senza nessuna malafede, la terna arbitrale non ha soddisfatto il Perugia. Questo pari vale sei punti, ci ricompatterà», pronostica.
