di Giulio Nardi
Il ko della prima giornata di ritorno è stato un boccone troppo amaro da mandare giù per il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre che non ha neanche gradito le considerazioni del tecnico dopo la partita a proposito dei continui problemi di emergenza dettati dagli infortuni e della necessità evidente di rinforzi. Il riferimento a Bisoli non è diretto ma si deduce facilmente dalle parole del patron biancorosso: «Basta con sta storia della squadra corta, dell’organico che è in emergenza, adesso giocherà chi è stato utilizzato di meno»
Le novità Il giorno dopo la sconfitta del Sinigaglia di Como Massimiliano Santopadre e’ soprattutto un fiume in piena e la conferenza stampa si è ridotta ad un monologo: «Non voglio più sentire cavolate, con tutte queste notizie che girano su internet sul mercato. Ci sono giocatori richiesti dalla serie A. Si tratta di Parigini, Spinazzola e Di Carmine. A questo punto visto che sono incedibili, faccio il listino prezzi. Parigini e Spinazzola costano 1 milione Di Carmine costa 500000 euro. Con questo voglio dire che non si muoveranno da Perugia perchè devono proseguire il loro processo di crescita e nel mese di giugno potranno andare via. Come è già successo con altri giocatori come Falcinelli. Fino a quando giocano con noi devono soltanto aiutare il Perugia. I giocatori in uscita sono Lanzafame e Salifu perchè non sono più congeniali al progetto. Filipe è già andato al Partizan Tirana, quindi il mercato del Perugia è questo. Prenderemo tre giocatori, questo sia chiaro, ma da oggi la società parlerà per voce del suo presidente, del direttore sportivo Pizzimenti e del suo direttore tecnico Goretti».
SANTOPADRE: «NON CEDIAMO I PIU’ FORTI»
Troppe indiscrezioni Santopadre ha fatto inoltre riferimento alle notizie che sono circolate sul web e che secondo il proprietario del Grifo avrebbero distratto la squadra: «C’è un disordine provocato da questo giro di notizie con tutti questi nomi che girano, tutte cazzate che vengono riportate su internet o scritte. Voi così precludete il mio lavoro e sono costretto a chiudermi dal punto di vista mediatico. Non me la prendo solo con le testate umbre ma anche con quelle nazionali»
