di Giulio Nardi
Domenica scorsa al Curi è andato tutto secondo copione. Stadio traboccante di entusiasmo che emanava calore da ogni angolo e squadra perfetta nella sua essenzialità: concreta, pratica, cinica quando serve. Il Perugia di Bisoli non conosce cali di tensione, almeno questo è il segnale che il tecnico emiliano ha lasciato intendere nell’esordio vincente contro il Como e la gara di Pescara di venerdì ne potrebbe essere una conferma immediata.
Campionato difficile La concretezza del Perugia si legge nell’espressione del suo tecnico dopo la prima fatica: pochi sorrisi e concentrazione massima sul recupero delle energie, perché l’anticipo in Abruzzo è dietro l’angolo e impone di non abbassare il ritmo. La prima giornata di campionato, infatti, è lo specchio fedele dell’irrazionalità di una serie B sempre indecifrabile e pronta a stupire. L’anno scorso ci ha pensato il Carpi ha ribaltare previsioni e gerarchie in nome di una tradizione ormai consolidata in base alla quale, nella realtà cadetta, vince soprattutto chi è più organizzato anche se meno attrezzato. Ne sa qualcosa il Bari subito bruciato, l’annata passata, nella corsa ai primi posti e costretto a rassegnarsi già a metà stagione.
Bisoli prudente Il Grifo invece preferisce collocarsi in seconda linea, almeno questo è il profilo seguito dal suo allenatore che con grande franchezza, prima del successo sul Como, ha anche precisato quali e quante squadre precedono in questo momento il Perugia per valore intrinseco dell’organico: Cagliari, Bari, Cesena, Spezia e Pescara. L’allenatore biancorosso sa perfettamente di andare a giocare su un campo di una delle possibili candidate alla promozione in serie A e l’idea di basarsi sui quattro gol presi dagli adriatici a Livorno sarebbe un gravissimo errore.
Il grande ex Nella sfida con gli abruzzesi, ci sarà l’occasione di rivedere gli ex Crescenzi e Verre, protagonisti l’anno scorso della cavalcata verso i play-off, due giocatori fondamentali di quel Perugia che per lunghi tratti ha stupito tutti nonostante il calo verticale che ridimensionò le ambizioni perugine nella parte centrale del campionato dopo un avvio folgorante.Ma all’Adriatico, non potrà mancare soprattutto il grande ex di entrambe le squadre: Andrea Camplone. A Pescara, la sua città, Camplone ha deciso di rimanere a vivere dopo aver concluso la carriera di giocatore. E’ inevitabile e comprensibile il legame forte che unisce Camplone alle due città per il suo passato di calciatore ma anche, nel caso di Perugia, di allenatore del Grifo. Eppure, l’allenatore abruzzese ammette a Pescarasport 24: « è normale che i colori biancazzurri mi stiano più a cuore».
Torna Mancini Per la partita con i biancoazzurri, Bisoli avrà una scelta in più per la difesa grazie al ritorno dalla squalifica di Mancini. Zima e Zapata tornano a disposizione dopo l’impegno con la Nazionale under 21, mentre Filipe è sulla via del recupero. Il Grifo ha ripreso gli allenamenti già lunedì scorso e giovedì i biancorossi partiranno per Pescara, dopo l’ultima seduta tattica a Pian di Massiano prevista in mattinata.
