di Giulio Nardi

Sono divisi da  speranze e forse anche da destini diversi, ma Rolando Bianchi e Davide Lanzafame sono accomunati dalla stessa identica voglia di rivincita.  L’ex attaccante del Torino sarà accolto come un re nello spogliatoio del Perugia dove si è tornati a segnare con il contagocce, per “Lanza” invece è il tempo dei saluti e c’è da conquistare la fiducia del Novara che è diventata una bella realtà del campionato cadetto. Adesso entrano in scena proprio loro: Rolando ha già conosciuto squadra e allenatore, ha partecipato al suo primo allenamento e vuole subito spingere il Grifo alla vittoria del riscatto con il Pescara. L’ex juventino invece dovrà inserirsi in un sistema già consolidato dove per larghi tratti del campionato  tutto ha funzionato perfettamente nonostante la flessione delle ultime due gare.

A volte ritornano  Bianchi voleva tornare in Italia e Perugia è la piazza ideale per ritrovare i giusti stimoli : un pubblico impagabile che anche nei momenti meno esaltanti è una garanzia di attaccamento senza limiti con una curva sempre stracolma e ribollente  di entusiasmo. Sono lontani i tempi dell’Under 21 dove Rolando era diventato più di una promessa,  oppure il periodo magico di Torino: in granata, Bianchi collezionò 73 reti in 173 presenze. Adesso a 33 anni Rolando Bianchi è un giocatore maturato, consapevole forse di qualche occasione perduta ma anche di una suggestiva prospettiva: trascinare ai play-off una squadra che ha dato tanto al calcio italiano e  vuole tornare protagonista nei palcoscenici più consoni alla sua storia e al suo fascino. L’arrivo dell’ex attaccante del Manchester City è anche un messaggio di forza del club biancorosso: nonostante la “leaderscip” di Ardemagni e la crescita del rinvigorito Di Carmine, il presidente Santopadre ha voluto un altro centravanti per rendere l’attacco ancora più completo di quanto potesse essere fino a questo momento.

L’addio di “Lanza” Non è stato facile andare via. Dopo il rinnovo del contratto, Davide Lanzafame era certo di poter dare continuità all’avventura perugina con un allenatore come Bisoli arrivato quest’estate con l’intenzione di consegnargli le chiavi della squadra. Ma le cose, soprattutto nel calcio, sono facilmente mutevoli, ed è bastato l’avvio stentato di campionato con qualche sconfitta di troppo, a convincere il tecnico di fare dietrofront e cambiare modulo. Eppure Lanzafame non si è mai tirato indietro, cuore e grinta hanno sostenuto sempre la fantasia di un giocatore sempre pronto a sacrificarsi per il bene del gruppo. L’esplosione di Zebli e la rinascita di Taddei hanno permesso però a Bisoli di poter fare  a meno di lui ad un certo punto del girone d’andata. L’ansia di recuperare il terreno perduto dopo la squalifica, l’ha spinto così a chiedere a Santopadre la cessione. La società di Pian di Massiano, alla fine lo ha accontentato e ogni eventuale riserva è stata spazzata via dal senso di riconoscenza per un club che un paio di anni fa  gli restituì fiducia e voglia di ripartire. L’ex grifone ha affidato al suo profilo facebook il saluto ufficiale a squadra e tifosi: «E’ stato un onore far parte di questi colori, ringrazio chi mi ha sempre sostenuto. In bocca al lupo Perugia!»

In bocca al lupo a te, caro Lanza!

 

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