Il coach della Sir Susa Scai Angelo Lorenzetti

Un mese fa la Sir Safety Perugia denominata Sicoma Monini si apprestava a vincere la seconda Champions League della propria storia. Trenta giorni più tardi, l’eco di quell’impresa che ha permesso ai Block Devils di chiudere col botto un’annata già colma di soddisfazioni, non si è ancora spento.

Lezione A Umbria24, Angelo Lorenzetti torna su quanto accaduto nella scorsa stagione per poi volgere lo sguardo al futuro. Alla Sir che verrà. Alle nuove sfide che attende un gruppo rinnovato e che avrà in Reggers, Sanguinetti e Cappadona alcuni dei volti nuovi. «I traguardi che abbiamo raggiunto nell’ultima annata sono da ricondurre per certi versi alla sconfitta in semifinale contro Civitanova nei playoff del 2024-2025 – racconta l’allenatore di Fano -. In noi c’era qualcosa che non era coerente con quello che eravamo davvero. Un aspetto importante che ci ha permesso di digerire quel ko è stato che l’ambiente di Perugia non ha fatto molto rumore. Ed i ragazzi, alla Final Four di Champions di Lodz hanno poi dimostrato di essere tosti. Abbiamo saputo trarre degli insegnamenti da quella serie contro la Lube che nella scorsa stagione ci ha poi permesso di arrivare a giocare secondo quella che era la nostra vision».

Si può fare di più In sostanza, Perugia ha avuto la forza di imparare dalle cose che non hanno funzionato a dovere. Cosa che dovrà fare anche in vista della prossima annata. «Dobbiamo imparare dagli aspetti che sono andati meno bene. Abbiamo giocato meglio degli altri, è vero, ma non vuol dire che siamo stati perfetti perché alcune squadre hanno fatto delle cose meglio di noi» – puntualizza -.

Sul pezzo Il coach è già al lavoro, e non da oggi, per fare in modo che la Sir si presenti ai nastri di partenza del 2026-2027 nella maniera più pronta possibile. «Con i ragazzi che non sono andati in nazionale e che saranno presenti già al raduno del 12 agosto, insieme allo staff stiamo facendo una serie di sedute che si differenziano rispetto alle esigenze di ogni singolo giocatore. Ovviamente, in questa fase i carichi di lavoro sono più leggeri ma è importante limitare il periodo di inattività. Inoltre, insieme al mio staff stiamo studiando ciò che abbiamo fatto negli scorsi mesi per cominciare a programmare la prossima stagione. E poi c’è il lavoro con i giovani della Sir che ha una doppia valenza: lavorare anche con loro ci permette di testare alcune delle cose che vogliamo fare l’anno prossimo, e poi gli diamo la possibilità di tenerli allenati».

Reggers nuovo Jakovlev Chi non ha bisogno di tenersi allenati dati gli impegni in Nations League è Reggers che Lorenzetti presenta così. «La caratteristica principale di Reggers è quella di essere un attaccante. Giannelli non è un palleggiatore che dà 50 palloni ad un solo giocatore, Reggers dovrà sapersi adattare. Non ha la stessa fisicità di Ben Tara semplicemente perché Wassim è irraggiungibile. Il lavoro su di lui sarà quello di far emergere la sua naturale propensione all’attacco. Dovrà sviluppare sia l’attacco veloce che la battuta, e su quest’ultimo aspetto sta dando buoni segnali in Nations League. Mi ricorda Roman Jakovlev (grande giocatore classe 1976 visto in Italia con le maglie di Forlì e Modena, ndr), un riferimento molto alto. L’augurio è che possa diventare un attaccante così. Se lo proverò da schiacciatore come è accaduto in nazionale? No».

Sanguinetti Il coach si sofferma anche su Sanguinetti e Cappadona. «Sanguinetti ha nella fisicità il suo plus. È un giocatore diverso da Russo che ha nella lettura del gioco la sua arma principale. Deve continuare a lavorare per far sì che la sua fisicità sia sempre più efficace, e deve trovare maggiore continuità in battuta e a muro dove è già migliorato. Con dei piccoli margini di miglioramento può condizionare positivamente il cambio palla. Cappadona, invece, viene da un contesto di buona cultura pallavolistica. Tecnicamente è già discretamente evoluto. La qualità migliore è il palleggio rovesciato. Come è normale che sia, deve abituarsi al ritmo e al livello della Serie A».

Sir stimolo continuativo Lorenzetti lavorerà con una Sir più giovane. Se questo aspetto rappresenta uno stimolo ulteriore, la risposta del coach è chiara. «Non ho bisogno di chissà quali stimoli per lavorare. Me li dà il semplice fatto di trovarmi in una società come Perugia, dove tutti vorrebbero allenare. Più che giovani, saremo diversi. La storia dello sport insegna che le cose non si fanno tutte in un attimo, quella di Perugia insegna che le piace vivere sempre. Questi due “binari” dovranno cercare una curva per avvicinarsi un po’…».

Colaci Una mano la darà anche Massimo Colaci nella veste di direttore tecnico. «Il fatto che resti in Sir come dirigente genera un distacco più leggero. Il ritiro di Max non lascia un vuoto ma crea uno spazio che andrò colmato».

Superlega A proposito di colmare, saranno in tante le squadre che vorranno colmare quello con Perugia. «Sarà un campionato ancora estremamente competitivo, con molte squadre che hanno fatto delle cose egregie in sede di rinnovo del proprio roster – precisa -. Mi auguro che sia una Superlega con meno infortuni. Tolgono gusto e bellezza al campionato».

Nessun confronto Che i Block Devils approceranno da protagonisti. La ricetta da seguire il prossimo anno, per coach Lorenzetti è chiara: «Prima di tutto non dovrà esserci il confronto con la scorsa stagione. E poi non dovrà mancare la capacità di considerare quello che è stato vissuto come una coccola e non come una storia…»

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