di Giovanni Baricca
Un esordio in biancorosso emozionante. Quasi un (ri)esordio assoluto per Vincenzo Italiano. «Fuori casa, magari, sarebbe stato diverso. Al Curi invece, tutta quella gente, tutti quegli occhi a guardarmi mi hanno fatto emozionare proprio tanto». Contro il Prato, domenica, in tribuna, pure un ospite di eccezione: «Milan Rapajc? Credo pure di averci giocato contro una volta. Il mio esordio, lui, la vittoria strameritata dopo l’opaca prestazione di Viareggio: è stata proprio una bella festa».
Vincenzo Italiano: prima e tre punti Il regista, dopo quasi un anno di stop, è finalmente ritornato a giocare. A mordere l’erba. A rincorrere gli avversari. A disegnare traiettorie e geometrie con il pallone tra i piedi. «Hanno ragione i miei compagni – attacca –: contro il Prato ci siamo davvero divertiti. Abbiamo fatto tre gol, ma potevamo farne anche di più. Abbiamo sofferto zero contro un avversario motivatissimo. Decisamente un buon risultato lungo la strada (ultima tappa Pagani, ndr) per i playoff». I trenta minuti disputati contro i toscani sono serviti a «testare la mia attutale condizione mentale. Più di quella fisica, che comunque, credo sia anche normale, mi vede un po’ in ritardo rispetto ai compagni: se a Pagani giocherò proverò a fare molto di più, perché posso fare molto di più».
Pronto a prendermi le mie responsabilità L’impiego dell’ex Padova, in casa degli azzurrostellati, in realtà è scontato. Esposito, unico altro vertice basso biancorosso, è squalificato e tornerà disponibile soltanto ai playoff. «La posizione in cui gioco è molto importante, lo so. Si hanno tante responsabilità e io, se il mister me lo chiederà, me le prenderò volentieri». Vincere a Pagani potrebbe essere decisivo in vista di quello che ormai tutti definiscono il «minitorneo» conclusivo, gli spareggi. «Perché hai due risultati positivi su tre. Cerchiamo di vincere questa trasferta e concentriamoci sui playoff: in certe partite bisognerà starci con la testa e non farsi condizionare da niente. Se arriverà mezzo pallone bisognerà buttarlo dentro».
Playoff, questione di motivazioni «Agli spareggi si azzera tutto. Anche la condizione mentale. Ciò che conta parecchio è la personalità, la voglia che hai di raggiungere l’obiettivo». «Il Perugia – continua Italiano – ha un proprio dna, ben definito e imprescindibile. Questa squadra cerca sempre la superiorità sugli esterni, la ripartenza veloce, il contropiede spalla a spalla. Ai playoff dovrà fare tutto questo: cercare il gol come ha sempre fatto ma pure essere concreta, che a volte si deve anche amministrare>. La conclusione, Italiano, la dedica a chi pensa che saranno solo i senatori, i giocatori più esperti a fare la differenza ai playoff: «Tutto il contrario, è una questione di collettivo. Ripeto, di voglia e motivazioni. Anche i giovani saranno importanti, vedrete».
La scomparsa di Ferruccio Mazzola All’età di 68 anni, dopo una lunga malattia, martedì si è spento Ferruccio Mazzola: ex grifone (stagione 1989-1990) e padre di Riccardo, un anno fa collaboratore del Perugia calcio nelle vesti di talent scout. Al cordoglio per la scomparsa del centrocampista e allenatore torinese, fratello di Sandro Mazzola, si è unito anche il direttore generale del Perugia, Luigi Agnolin, che a nome di tutta la società biancorossa ha porto alla famiglia le più sentite condoglianze.
