Il presidente della Lega Pro Mario Macalli

Non solo e non tanto nuovi stadi, stop ai soldi a pioggia, fuori chi «inquina» il mondo del pallone e una nuova contrattualistica che favorisca i nuovi calciatori. Questi alcuni dei temi trattati martedì a Roma nel corso del convegno sulla gestione delle società di calcio di Lega Pro. «Dopo la riforma dei campionati – ha detto il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli – è la volta di quella in tema di contrattualistica dei calciatori. Occorre una tipologia innovativa per far accedere i giovani, del tipo apprendistato-formazione. E’ tempo che ognuno assuma le proprie responsabilità e si deve arrivare a una decisione». Il numero uno Mario Macalli ha invece battuto forte sulla necessità di «ricette appropriate alle esigenze della categoria specifica, diverse dall’avere solo stadi nuovi e comodi». «Non vogliamo stadi fatiscenti – ha detto Macalli – ma è necessario che all’interno della legge ci siano anche le piccole società, non solo le grandissime. Abbiamo anche esigenze diverse di tipo lavorativo: una delle possibili salvezze è l’introduzione della figura dell’apprendistato sportivo».

Via chi inquina il nostro mondo A preoccupare particolarmente Macalli è poi lo stillicidio di società penalizzate o fallite che ogni anno si registra il Lega Pro. Qui, secondo Macalli, serve l’intervento della Figc: «Chiedo – ha detto Macalli – delle norme per far smettere a determinate persone di inquinare il nostro mondo. Non le voglio più vedere, bisogna fare la massima pulizia a fine campionato, la moneta cattiva va scacciata per mantenere quella buona. Queste persone rovinano l’immagine di una Lega che ha comunque almeno 60 presidenti su 77 che sono dei virtuosi e possono definirsi dei benefattori». Nel corso del convegno ha tenuto un intervento telefonico anche il professor Victor Uckmar che ha affrontato i temi legati al fisco. Secondo Uckmar bisognerebbe abolire l’Ira per le società in perdita, adottare un regime fiscale agevolato per l’apprendistato e ridurre l’incidenza fiscale connessa agli stipendi dei tesserati.

Basta soldi a pioggia Il presidente della Lega Pro si è anche soffermato sulla questione, ormai risolta con la Lega di A, dei diritti tv. «Non dobbiamo sprecarli – ha concluso – e dobbiamo essere capaci di finalizzare queste risorse perché non possiamo più gestire il calcio così. Non m’interessa perdere peso politico, le società, poche o tante, devono poter sopravvivere senza l’ansia del fallimento. Bisogna impiegare bene le risorse ricevute perché non c’è somma che ci possa far vivere altrimenti. Questo fatto mi spaventa, anzi mi terrorizza: i soldi a pioggia non servono, serve un progetto per finalizzare queste risorse».

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