di Mario Mariano
A forze pari e con Bisoli in panchina, il Vicenza aveva subito tre goal e giocato al calcio solo un quarto d’ora. In 10 e con l’allenatore negli spogliatoi ha messo insieme una prestazione decorosa evitando un passivo ancor più umiliante e dando la sensazione di aver almeno onorato la maglia. Questo per dire che Pierpaolo Bisoli ha caricato troppo i suoi e sopratutto non è riuscito a capire che contro una squadra decisamente più forte sul piano tecnico avrebbe dovuto giocare di rimessa. Volendo strafare e smentire i suoi detrattori perugini ha obbligato i suoi a pigiare sull’acceleratore, neanche durassero 15 minuti le partite. Con il Vicenza sbilanciato, alla seconda sortita, il Perugia è riuscito nientemeno che a portare cinque uomini nell’area avversaria e Brighi si è riscattato dopo l’autogol del turno infrasettimanale. Gli allenatori non vanno in campo ma le loro scelte tecniche e la preparazione strategica della partita hanno – anzi, debbono avere -un peso. Bucchi aveva accusato il colpo con la gestione del turn-over, Bisoli è andato in tilt sognando chissà quale rivincita ma sbagliando l’approccio alla partita. Forse stiamo chiedendo di comportarsi da inglese a chi è il più sanguigno degli allenatori. Fatto sta che Bucchi è capace di fare autocritica e di non perseverare, tornando ad impiegare Nicastro e soprattutto non snaturando la squadra con chissà quale messaggio. Vittoria né facile né difficile, a dispetto del risultato, perché qualche difficoltà si è presentata solo nella ripresa quando la squadra di casa, costretta ad attaccare, ha dovuto almeno salvare la faccia. Annotazione a parte, che chiama ancora in causa Bisoli: non si capisce il perché abbia portato in panchina Giacomelli, senza dubbio il migliore dei veneti. Ma tant’è: ci sarebbe anche da chiedere a Rizzo il perché di quel pallone in faccia a Di Chiara, se si è professionisti ci si comporta di conseguenza anche di fronte a decisioni di una società che pure ti ha valorizzato ripensandoti dalla Prima Divisione.
Rosati: È tornato il guardiano che si conosce, più concentrato, più reattivo. Ha bagnato il nuovo look – casacca arancione – con interventi in serie che hanno tenuto lontano il Vicenza di tornare in partita. Sfortunato sulla deviazione di Belmonte infilatasi sull’angolo basso del secondo palo. Voto: 7
Belmonte: Va in difficoltà solo dopo l’ingresso di Giacomelli,sul gol della bandiera ci mette il piede come deve sempre fare un difensore. Nel primo tempo era stato all’altezza del compito. Voto: 6
Volta: Di Piazza gli sfugge e da la sensazione che voglia strafare sotto gli occhi dell’antico maestro. Ammonito, resta negli spogliatoi anche perché salterà la prossima per via della squalifica. Voto: 6- (dal 1° st Mancini: Al rientro dopo un lungo stop stenta a carburare, errori veniali legati proprio alla disabitudine alla partita. Anche lui rimedia un cartellino giallo. Voto: 6-
Monaco: Quando si limita a fare le cose semplici riesce ad essere efficace anche se poco appariscente, quando vuole metterla sul piano della forza si deconcentra. Finale in calo. Voto: 6
Di Chiara: Il migliore e non solo per il gol spettacolare e non casuale se si considera che già altre volte aveva dato prova di potenza balistica dalla distanza. E’ continuo nella spinta e concreto nell’interdizione. Voto: 7,5
Brighi: Si fa trovare al posto giusto nel momento giusto per concludere un’azione offensiva magistrale nella preparazione e nella finalizzazione. Anche lui cancella la prestazione sottotono di martedì giocando con più continuità anche in fase di non possesso palla. Voto: 6,5
Zebli: Non ci fosse stato un calo negli ultimi 20 minuti la palma del migliore sarebbe toccata a lui, regista a tutto campo, aggressivo e tenace, unica consolazione di Bisoli nell’amaro pomeriggio. Voto: 7
Dezi: Cresce a vista d’occhio. Copre le spalle a Zebli quando l’ivoriano parte palla al piede, in più sbuca in area a piazzare il colpo del Ko come sapeva fare benissimo Giovannino Tedesco, centrocampista al quale il nostro forse si ispira. Voto: 7 (dal 35 st rincalzo per modo di dire, un lusso tenerlo in panchina. Voto: ng
Nicastro: Guai a pensare che sia casuale che in occasione dei gol ci mette sempre lo
zampino. Sa accompagnare l’azione, è capace di scambiare il pallone in velocità ma sopratutto è camaleontico come pochi altri, non dà punti di riferimento a nessuno. Voto: 7
Di Carmine: Prestazione di sacrificio e non è un modo di dire: rientra per creare spazi ai compagni, poi si sposta sulla fascia destra per il cross ed infine torna prima punta. Chissà quanto farebbe comodo a… Bisoli. Voto: 6.5
Guberti: Crea la superiorità numerica ed è una spina nel fianco della difesa avversaria, ma dovrebbe mordere di più. Apprezzato il lavoro di copertura nella ripresa, quando era giusto ritirare il fiato. Voto: 6.5 (32 st Buonaiuto: Mostra di voler essere più protagonista che comprimario. Voto: ng)
Bucchi: Vince il duello con l’ex maestro e non deve essere stato neppure tanto difficile, sapendo che l’altro l’avrebbe messa sul piano dei muscoli e della dialettica. Fortunatamente i turni infrasettimanali non sono tantissimi, comunque ha dimostrato di essere capace di correre ai ripari e di non intestardirsi. Accetta che il Vicenza sprigioni tutta la sua energia nel primo quarto d’ora, senza scomporsi. Bisoli si è snaturato, lui no, e questa è stata la chiave di volta della partita. Voto: 7
