Un tramonto di estate da protagonista con la maglia dell’Italia. A livello personale e collettivo. Il miglior prologo in vista di un’altra stagione in cui Simone Giannelli sarà il faro, la guida sul campo della Sir Susa Scai.
Obiettivi azzurri Archiviate le prove generali in Fipav Cup, il capitano del gruppo allenato da Fefè De Giorgi si prepara a vivere l’ennesima grande competizione da numero uno. Da centro di gravità dei campioni del mondo in carica. All’Europeo alle porte in programma dal 9 al 26 settembre e che si aprirà a Napoli in piazza del Plebiscito dove gli azzurri sfideranno la Svezia, l’Italia va a caccia del bersaglio grosso. Della medaglia d’oro vinta nel 2021 e sfuggita in finale tre anni fa. Una volta di più, Giannelli proverà a salire di livello nel palcoscenico più prestigioso a livello continentale che lo ha visto venire eletto Mvp nella già citata rassegna del 2021. Uno dei tantissimi traguardi conseguiti dal palleggiatore bolzanino in carriera.
Continuità a livelli top Carriera che ha visto il numero 6 fare il definitivo salto di qualità con la Sir Susa Scai Perugia. La scorsa stagione ha probabilmente toccato l’apice dipingendo pallavolo di qualità con quella continuità riservata agli iniziati del gioco. Con un dettaglio che tale non è: più saliva la pressione, più il regista classe 1996 saliva di livello splendendo di luce propria e non solo. Non a caso, di recente uno che di volley e di palleggiatori se ne intende, Giacomo Sintini, ha definito Giannelli il più forte giocatore della storia.
Nuova era Sir La storia della prossima versione di Perugia è ancora tutta da scrivere. Ad Europeo ultimato, l’ex Trento tornerà a vestire di bianconero. Per Simone non sarà un approccio di annata come tutti gli altri. Perché dovrà provare a trovare in tempi brevi l’intesa con Ferre Reggers. L’efficacia della diagonale Giannelli-Ben Tara è stata una delle fortune dei Block Devils campioni di tutto. Con l’opposto belga il capitano bianconero avrà bisogno di un po’ di tempo per affinare gli automatismi. L’ex Milano è forse più attaccante puro del tunisino-polacco, e più portato a dare una mano ai ricettori, di certo più estroverso. Ma dovrà essere bravo ad avere la medesima incisività mostrata al PalaLido attaccando meno palloni rispetto all’esperienza meneghina. Perché? Perché Giannelli è palleggiatore “democratico”, che tende a distribuire molto il gioco. A Reggers il compito di capitalizzarli a dovere. Come ha fatto Ben Tara in particolare nell’ultimo anno. Come faceva Atanasijevic nei suoi otto anni in bianconero. Un opposto simile, per caratteristiche, al belga. La cui incisività dipenderà anche dalle visioni di Giannelli, prossimo a vivere un altro Europeo da protagonista prima di tornare a farlo alla corte di Lorenzetti. Una cosa è sicura: l’Italia e Perugia sono in buone mani.


