di Mario Mariano
Si scrive sofferenza ma si pronuncia 3 punti. Il Modena recupera nella ripresa, ma gli assalti degli uomini di Crespo vengono respinti alla, a volte con affanno, ma la sostanza non cambia. Il Perugia aveva già legittimato nel primo tempo prestazione e successo. Venti minuti di calcio consequenziale alle due ultime prestazioni, con palle gol sprecate per un nonnulla, poi nei meccanismi qualcosa si è interrotto, anche perché non si può sempre giocare a mille, e la ripresa è sembrata in salita. Forse perché Spinazzola e Parigini non sono stati più innescati sulle corsie, forse perché Di Carmine aveva lavorato troppo e faceva fatica a rientrare.
Alle corte, i tre punti sono ugualmente meritati e certe conferme sono arrivate puntuali. La prima: la squadra gira attorno a un Taddei monumentale, che va alla sua andatura, ma è capace di andare a chiudere su Rubin nella ripresa e, dieci minuti dopo, di servire una palla gol a Di Carmine. Un passo indietro nella continuità del gioco, forse adesso Bisoli dovrà inventarsi qualcosa, in tempi brevi, visto che il Novara è dietro l’angolo; certo è che il centrocampo è cresciuto assai, ed urge il recupero di Rizzo, ora che Drolè dovrà stare fermo per un paio di turni. Quanto al Modena, una constatazione terra terra: il presidente Caliendo, potesse tornare indietro, riprenderebbe Novellino? Con una squadra più forte della scorsa stagione, Hernan Crespo sta facendo decisamente peggio.
Rosati: Parata salva-risultato nella ripresa. Intervento che vale due punti. Voto: 7
Del Prete: Meglio nella fase offensiva che in quella difensiva, con qualche “liscio” e troppa approssimazione nella marcatura. Voto: 6-
Volta: Concentrato nei duelli aerei, si smarrisce quando, palla al piede, effettua lanci per…gli avversari. Voto 6+
Belmonte: Granoche è il solo attaccante del Modena degno di questo nome, e lui lo soffre fino ad infortunarsi dopo un salvataggio in angolo. Prestazione sufficiente. Voto: 6 (dal 27′ s.t. Rossi: entra in partita e ci mette l’esperienza per non farsi prendere dall’ansia nel respingere alla “viva il parroco”. Voto: 6)
Spinazzola: Appare frenato rispetto alle ultime due partite. Un salvataggio aereo in extremis a metà ripresa, conferma le sue qualità di jolly prezioso. Voto: 6
Zebli: Taddei lo serve in continuazione e lui non sbaglia un pallone che sia uno nel primo tempo. Nella ripresa va in affanno e non è un caso che lo stress agonistico gli provochi un annebbiamento e due cartellini gialli. Che valgono l’espulsione e poi la squalifica. Peccato aver sciupato molto in una manciata di minuti. Voto: 6
Della Rocca: Assieme a Taddei è il migliore in campo. Grazie all’ex romanista può permettersi stratosferiche discese che lo portano spesso al tiro. Voto: 7
Taddei: Si è già detto in sede di commento. Detta i tempi ed è un metronomo di straordinaria efficacia. Voto 7+
Drolè: Alza molto polverone, ma piace alla gente perché dotato di velocità e di straordinaria buona volontà. Un tiro fuori dallo specchio della porta è però troppo poco. Voto 6- (dal 13′ s.t. Fabihno: più terzino che attaccante, senza nessuna conclusione, si guadagna ugualmente la pagnotta. Voto: 6)
Di Carmine: Si esalta dopo il gol da tre punti, ma con il passare dei minuti i rifornimenti latitano e sbaglia il raddoppio su assist di Taddei. Voto: 6,5
Parigini: Devastante nell’azione del gol, con partenza dalla linea dei difensori, e tante altre giocate interessanti. Qualche discontinuità nel ritmo gli si può perdonare. Voto: 6,5 (41′ s.t. Lanzafame: entra giusto in tempo per guadagnare punizioni che fanno respirare la squadra. Voto: ng)
Bisoli: E sono tre! Torna ad agitarsi in panchina sin dall’avvio, e poi scarica la rabbia quando manca un minuto alla fine e il pallone è di comando dei suoi allievi. Un passo indietro nel gioco, ma evidentemente non aveva messo nel conto i due salvataggi sulla linea a Provedel battuto. Voto: 6,5
