Il coach della Sir Susa Scai Angelo Lorenzetti

di Carlo Forciniti

Come se fosse la prima volta. Come se il coach fosse all’esordio in questo palcoscenico. E invece no. Anzi. Eppure, Angelo Lorenzetti si trascina dietro le emozioni della prima volta. Non è un caso che nella conferenza stampa che precede il primo atto della serie che assegna il tricolore tra Sir Susa Scai e Lube in programma giovedì 30 aprile (20.30) al PalaBarton Energy, l’allenatore bianconero definisca la finale «una gran figata. È un’emozione, il periodo che mi piace di più e che non si vive così spesso. Si affrontano due grandi società che negli ultimi 15 anni hanno costruito la storia di questo sport assieme a poche altre. Un periodo bellissimo dove l’allenatore deve fare molta attenzione a non fare danni nel rompere qualcosa di già costruito».

Ritmo Nei 18 giorni che hanno separato Perugia dalla semifinale vinta contro Piacenza alla gara uno di finale ormai alle porte, Lorenzetti e la Sir hanno certamente posto le basi per arrivare pronti alla partita. Che il coach si immagina così: «È quella che apre la serie e che ha di particolare il fatto che arriva dopo un periodo di sosta lunghissima. In questo arco temporale il ritmo si perde. Dovremo fare attenzione a riconoscere il ritmo che avremo all’inizio della sfida per poi cercare di migliorarlo strada facendo».

Recuperi Contro Civitanova, Perugia potrà nuovamente disporre di Loser e Ishikawa. «Hanno ripreso ad allenarsi e stanno come tutti i giocatori che riprendono dopo due mesi di sosta – puntualizza il coach -. È importante il fatto che siano pronti ad aiutare la squadra. Se dovessero entrare in campo, faranno del loro meglio».

Infortuni Rimanendo in tema infortuni, durante la conferenza stampa Lorenzetti è molto chiaro anche su alcuni aspetti che esulano dalla finale. «Il campionato è stato condizionato dagli infortuni, anche eccellenti. Non tolgono valore a chi vince e a chi è arrivato in finale ma toglie sicuramente un giudizio generale su tutto. E si toglie anche il confronto utile per il prossimo anno. È una stagione non leggibile. Va fatta un’ampia analisi, ma la federazione internazionale non credo abbia interesse a cambiare. Dovremo farlo noi dello staff anche provando a lavorare meno, per far sì che i giocatori stiano in campo. Mi sono reso conto che la voglia di allenare tanto devo metterla nel cestino. Devo imparare ad allenare e a scegliere meglio».

Calendario Il coach si sofferma anche sulle Final Four di Champions League che arriveranno a pochi, pochissimi giorni di distanza dall’eventuale gara 5 di finale scudetto. «La finale è lontanissima. Abbiamo provato a fare qualcosa ma non so se spettava a noi… Se la finale scudetto finirà alla quinta partita andremo con del ritmo, se finirà prima saremo più preparati. Di sicuro, a Torino andremo a giocare per Perugia…».

Idillio Dove Lorenzetti sta benissimo. E non da oggi. «L’ambiente di Perugia mi era stato descritto in tanti modi ed invece è un ambiente semplice, una parola a me molto cara. Qui sto bene, ed il mio benessere è fonte di motivazione quotidiana. Dopo l’eliminazione in semifinale scudetto dello scorso anno, un ambiente non semplice avrebbe fatto più rumore. Sarebbe stato più difficile riavvicinarci ma non ci siamo allontanati da questo pubblico. Il palazzetto è sold out da tempo in vista di gara 1, non è scontato. In casa non giocheremo mai di domenica in finale eppure non ho mai visto mai ‘preoccupato’ il presidente. Va dato merito a chi gestisce la società e a chi sta intorno. Questo è il secondo gruppo che mi ha cambiato di più, il primo, quello di Modena».

Totem Squadra di cui non ha mai fatto parte Massimo Colaci, alle sue ultime parole da giocatore e di cui Lorenzetti spende parole al miele. «Penso che Colaci sia la pagina di queste finali. Lo guardo allenarsi e posso solo immaginare cosa abbia dentro. Per Perugia è stato straordinario, ma ha dato tanto anche per altri club e per la Nazionale. La sua è una storia incredibile che ha avuto forse anche pochi riflettori, magari perché non è un personaggio da gossip, non ha tatuaggi È un grandissimo giocatore. Non  a caso Perugia ha completato il percorso alla vittoria quando c’era lui. Sono grato a Max. Allenarlo è un privilegio».

Come lo sarà per il coach partecipare all’ennesima finale di carriera. Che per il diretto interessato riserva le stesse emozioni della prima volta.

Nazionale Simone Giannelli, Roberto Russo e Bryan Argilagos fanno parte della lista dei 30 giocatori convocati dal Ct dell’Italia, Fefè De Giorgi, che lavoreranno in vista della prossima Nations League. Di Argilagos, Lorenzetti precisa che «ha sempre lavorato forte. La sua bravura è stata mantenere un certo livello così come Crosato che è migliorato tanto in una stagione in cui si è lavorato poco. Sono stati una presenza elegante».

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