Cacioli sconsolato dopo la scoppola interna (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Come Dorando Pietri, il Grifo arriva stremato al traguardo. E così dopo «l’onta» della sconfitta interna contro il Monteriggioni anche l’onesta Pianese di mister Sassarini porta a casa un meritato 0-1 (decide Porricelli al 15′ del secondo tempo) e un pomeriggio da raccontare ai nipotini. Il marzo con le quattro partite in casa consecutive, quello che doveva di fatto ammazzare il campionato, si chiude con una vittoria, due pareggi e una sconfitta. Pochino per una squadra costretta a vincere sempre. Abbastanza se si guarda ai risultati delle avversarie che, come confessa Enrico Bartolini a fine gara, «ci vogliono bene» non approfittando dei tre passi falsi consecutivi dei biancorossi. Risultato, il Perugia mantiene sempre un confortevole più otto sul Todi, battuto anch’esso dalla Fortis Juventus. E domenica c’è lo scontro diretto tra i due balbettanti vertici della classifica.

Tutti in ritiro Onde evitare sorprese il numero uno Damaschi, che come sua consuetudine non sfoggia l’arte dell’ipocrisia, comunica prima alla squadra e poi alla stampa che si va tutti in ritiro. Il terzo della stagione. «Qualcuno dall’esterno – dice il presidente visibilmente alterato – se vedesse una squadra prima con otto punti di vantaggio andare in ritiro chiamerebbe il 118». Epperò qualcosa non va, specialmente dentro la testa dei giocatori, forse inconsciamente già convinti di aver vinto il campionato e proiettati alla prossima stagione. Mollare ora vanificando mesi di lavoro e di successi non si può. L’analisi del match odierno è senza pietà: «E’ stata – dice Damaschi – una partita disastrosa che si commenta da sola, eravamo spenti e senza idee. Domenica io voglio andare a Todi a chiudere il campionato, perciò è ora che ci svegliamo». Ergo tutti in ritiro.

Battistini, Goretti e Arcipreti assistono alla sconfitta dei Grifoni (Foto F.Troccoli)

Qualcosa non va nella testa Lo stesso Damaschi ammette che «nove o dieci mesi al massimo non sono possibili, ma onesti pedatori della domenica non possono venire qui a darci lezioni. Qualcosa non va, c’è rilassamento e stanchezza mentale ma chi è venuto a Perugia si doveva aspettare questa pressione». Il numero uno biancorosso poi fa capire ai suoi giocatori che chi resterà il prossimo anno in una più che probabile Lega Pro dovrà dimostrarlo in questi due mesi finali: «Lavoreremo – dice – sulle teste dei giocatori. Questi due mesi serviranno per valutare il futuro, l’importante è non vedere più dei nani da giardino come quelli visti oggi». Indirettamente gli risponde Enrico Bartolini qualche minuto dopo: «Le palle ce le abbiamo e le tireremo fuori».

Barbetta: squadra involuta Concetto espresso anche alla ventina di tifosi biancorossi che hanno avuto, come dice lo stesso Bartolini, «un confronto civile con la squadra. Ci hanno spronato e ci hanno ricordato l’importanza della maglia che indossiamo. Ogni domenica dobbiamo sputare il sangue». Scartata  l’ipotesi di un calo fisico, anche l’analisi dell’allenatore in seconda Mirco Barbetta (Battistini ha visto la partita dalla gradinata e non poteva parlare) si concentra sul problema psicologico. «E’ stato – commenta Barbetta, finito anch’esso espulso per proteste – un esordio amaro, la partita l’avevamo preparata bene. Forse la frenesia costante di dover chiudere questo campionato il prima possibile ci sta facendo più male che bene. La squadra si è involuta e oggi, rispetto alle altre volte, non abbiamo dalla nostra neanche il computo delle occasioni». La fotografia dell’involuzione è anche quella del modo in cui il Perugia, per la verità nel suo miglior momento, ha preso il gol. Difesa schierata quattro contro due, palla filtrante, tutti rimangono fermi, Porricelli insacca: «Un grave errore tecnico – dice Barbetta – a difesa schierata».

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Barbetta fila via negli spogliatoi dopo l'espulsione (Foto F.Troccoli)

Bartolini: manca cattiveria «Ci manca quella cattiveria – dice invece Bartolini – che avevamo nelle scorse settimane. Oggi non abbiamo praticamente calciato in porta. La voglia del traguardo è tanta e non possiamo mollare ora. Perdere contro la Pianese non esiste. Il periodo è delicato ma il gruppo è compatto e lo dimostrerà». Che inconsciamente molti giocatori pensino di avere già il campionato in tasca lo ammette Mocarelli: «Magari è così – dice – però non è un caso che tutte le prime stanno soffrendo. Oggi i reparti erano sfilacciati tra di loro e dentro di loro. L’importante ora è fare quadrato e non vanificare quanto finora costruito».

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