Mario Mariano

di Mario Mariano

Oltre non si poteva andare, e allora è stato quasi giusto che la dea che governa la sfera in un campo di calcio abbia deciso di allearsi con chi aveva più rabbia in corpo. La dea più o meno bendata Bisoli l’ha talmente sollecitata, che alla fine si è affacciata al Curi. Bastano due fotogrammi tra i cento di una partita che è migliorata con il passare dei minuti, quello che ha visto Rosati salire al proscenio, subito in apertura, evitando così una partenza a handicap, e poi il gol del vantaggio realizzato da Lorenzo Del Prete con una deviazione di Aquilanti, che ha messo fuori causa Casadei. Un attimo dopo aver visto il pallone in rete, il terzino, già capitano, è corso sotto la tribuna e ha mimato un gesto verso chi aveva rumoreggiato fino a quel momento. “Zitti e muti” è stato il monito del giovanotto, che pure è stato sempre trattato bene dalla gente del Curi. Vogliamo pensare che Del Prete era sotto stress sia perché tornare al successo era importantissimo, sia perché fino a un attimo prima non ne aveva azzeccata una che una. Errori in serie di uno degli allievi di Bisoli tra i più dotati tecnicamente. E allora ecco che torna il concetto del nervosismo con quello che ne consegue. Del Prete avrà modo di farsi perdonare e di capire quanto sia stato importante per la sua carriera essere tornato a Perugia dopo la tristezza esperienza di Catania.

LE INTERVISTE
LA CRONACA

Tutto è bene ciò che finisce bene e la differenza tra Perugia e Lanciano è emersa nella concentrazione sotto rete. Rosati si è superato anche sul finale ma gli errori di Marilungo & C. denotano una concentrazione a scartamento ridotto, la stessa che più volte ha attanagliato i frombolieri del grifo.Il ritorno alla vittoria dopo due mesi va festeggiato e metabolizzato perché importante, quanto al giudizio generale fino ad ora maturato, i progressi sono di poco cambiati. Botte piena e moglie avvinazzata non è di questo mondo, ne manca sempre un po’, stare a sottilizzare sarebbe ingeneroso. Basterà solo ricordare che del primo tempo si possono salvare due o tre giocate, che pure abbiamo ricordato. Per essere arrivato ad utilizzare Taddei dall’inizio, dopo mesi di assenza, è segno che il repertorio di Bisoli è davvero ampio. Storcere la bocca non avrebbe senso, perché all’andatura non certo travolgente del brasiliano, ha fatto da contraltare il lancio per Del Prete che ha innescato il primo goal. E allora avanti così, essere belli ma poco concreti, aveva portato la squadra a ridosso delle ultime, con i tre punti in tasca anche la trasferta di Ascoli diventa meno opprimente.

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FOTOGALLERY:LO SPETTACOLO DELLA NORD

Rosati: Il migliore senza ombra di dubbio. Enumerare tutti gli interventi prenderebbe mezza pagina. Decisivo è concentrato. Voto: 7.5

Del Prete: Si è già detto nel commento. Il gol gli fa riprendere quota (suo l’assist per Fabinho al raddoppio), e comunque da un gentleman come lui sono attese scuse e spiegazioni ai tifosi. Voto: 6.5

Volta: Sulle palle basse ha qualche difficoltà nel piazzamento e nei movimenti. I rischi sono troppi contro un attacco poco prolifico. Voto: 6

Belmonte: Balla anche lui quando il Lanciano cambia marcia. Il lancio lungo per gli attaccanti è una soluzione per innescare le ripartenza, salvo che la squadra deve accorciarsi in tempi più brevi. Voto: 6

Comotto: Il mestiere è importante, ma non è tutto. Il merito è quello di essere concentrato e di essere disposto a stringere i denti. E alla sua età è un grande merito. Voto: 6.5

Zebli: Incredibile ma vero: mentre i compagni faticavano a trovare ritmo e posizione lui giganteggiava. Crescendo imparerà a disciplinare le forze. Bisoli su di lui ci ha visto davvero giusto! Voto: 7

Della Rocca: Spaesato perché trovare i tempi quando si ha troppo nervosismo addosso non è facile per nessuno. Meglio nella ripresa; sul tiro dalla distanza deve continuare ad esercitarsi. Voto: 6

Lanzafame: Parte a sinistra, dove combina poco, spostato sulla corsia di destra si trova meglio, e comunque per la prima volta gioca con compagni nuovi ed è come ingabbiato, a parte la solita generosità. Voto: 6 (21′ st Spinazzola: da sicuro titolare a panchinaro la differenza è tanta, fa la sua parte quando si tratta di ripartire. Voto: ng)

Taddei: Proprio mentre ci si chiede se il suo ritmo e quello da campionato di serie B ti stampa l’assist per Del Prete, e poi quella duttilità tattica di passare da rifinitore a centrocampista davanti la difesa, lo fa apprezzare, nonostante il passo cadenzato. Voto: 6

Fabinho: Divora un gol dopo essersi procurato l’occasione con uno scatto dei suoi, ma poi si riabilita mettendo al sicuro il risultato. Nulla di nuovo sul suo conto, genio e sregolatezza come quasi sempre. Voto: 6.5 (29′ st Di Carmine: utile per tutte le stagioni anche se ancora da inquadrare tatticamente. Voto: ng)

Ardemagni: Si morde la lingua per non urlare ai compagni che senza il loro aiuto la davanti è durissima. Si riscatta nella ripresa, ma c’è da sperare che non si demoralizzi troppo quando non arrivano i rifornimenti. La traversa sul finale da un segnale che può essere decisivo in ogni momento della partita. Voto: 6 (43′ st Drolè Voto: ng)

Bisoli: La carta Taddei è rischiosissima per tanti motivi, anche perché sembra una soluzione da ultima spiaggia. Averla giocata vuol dire che c’era più bisogno di testa che di gambe. Per il gioco verranno tempi migliori, magari con qualche rinforzo. Voto: 6

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