Marco Moscati con la maglia del Grifo (foto F.Troccoli)
Marco Moscati con la maglia del Grifo (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Dieci anni appena, maglia amaranto: difensore centrale prima, terzino poi. Giorni nostri, venti anni alle spalle e qualche spicciolo di mesi in più: esterno di centrocampo in C2, sotto l’egida Battistini; mezzala in Prima divisione, agli ordini di Andrea Camplone. «Faccio il mio», sorride Marco Moscati. Che indosserebbe pure i guanti da portiere pur di giocare: «Cerco sempre di dare il massimo, a prescindere dalla posizione in campo».

Moscati, come si trova in questo 4-3-3?
«Veramente molto bene. In fondo, da mezzala ho giocato anche l’anno scorso, con Battistini. Camplone? Adora il gioco palla a terra, vuole sempre che accompagnamo l’azione. Così è più semplice arrivare al tiro, mi diverto parecchio…».

Insomma, Moscati al Perugia come Marchisio alla Juventus?
«Marchisio e Vidal sono i più forti al mondo in questo ruolo. Sono loro i miei riferimenti, è da loro che cerco di apprendere».

Un inizio di campionato in sordina per lei, poi…
«La fortuna si è voltata pure da questa parte. Vista la campagna acquisti di quest’anno sono stato un po’ messo da parte all’inizio. Ma adesso sto trovando i miei spazi. Merito, tra l’altro, dei consigli che mi sono stati dati: dai miei compagni, da Battistini, da Lombardi e adesso da Camplone. Mi avevano detto di lavorare, che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Avevano ragione».

Vedi gol, domenica scorsa, contro il Viareggio.
«L’ho dedicato a mia sorella, che è incinta di due gemelli. Se la vittoria contro il Lecce è stato un segnale, per tutta la squadra, quella contro i toscani è stata una riprova: non era certo una partita semplice, siamo stati noi a farla sembrare tale».

E adesso l’asticella del morale schizza alle stelle.
«Certo l’umore è migliorato. Ma dobbiamo stare attenti: i nostri prossimi avversari, Prato e Paganese, possono comunque rivelarsi pericolosi».

Il periodo peggiore, in ogni caso, può dirsi alle spalle?
«Diciamo di sì. Prima non riuscivamo mai a raccogliere quanto seminato. Adesso, invece, le cose sembrano girare meglio. Speriamo di continuare su questa scia».

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