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di Mario Mariano

C’è sempre un prezzo da pagare prima di esprimere gioie irrefrenabili, prima di abbracciare un tifoso vicino che mai si era conosciuto prima di allora. La gente ha dovuto accettare prima dei salti e delle bandiere al vento, di assistere a uno spettacolo di livello basso. Senza volere fare accostamenti con categorie inferiori, si può tranquillamente dire che lo spettacolo è stato modesto, e solo per generosità, si può alla fine avere un occhio benevolo per la tanta tensione che regnava in campo, in virtù di una classifica davvero modesta.

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Ha vinto il Perugia, perchè ha sputo trarre vantaggio nel momento clou della partita dalla superiorità numerica dovuta all’espulsione di Valjent. E’ chiaro il fotogramma del goal di Prcic: un buco nella difesa ternana ha favorito l’eccellente conclusione del bosniaco, unico centrocampista della rosa di Bisoli ad avere il goal in canna. Ed anche Bisoli è stato contento di pagare dazio con la sua espulsione, quando ormai la partita era praticamente finita, andando addirittura a chiedere scusa all’arbitro Pairetto, per la sua esuberanza in panchina, stringendogli anche la mano. La tensione a quel punto si è rallentata e anche l’elettrico tecnico del Perugia è riuscito a fare un gesto da fairplay. Derby brutto abbiamo detto, con il Grifo senza capo nè coda soprattutto nel primo tempo, quando Taddei non è riuscito a prendere per mano la squadra, così come aveva saputo fare molto bene nella trasferta di Crotone.

A Bisoli, lo abbiamo detto tante volte, piaccione le imprese difficili, le alchimie strategiche legate a suoi personali ragionamenti, e così Taddei, che era uscito di squadra proprio dopo la migliore prestazione della stagione, è tornato titolare, ma senza lo smalto di un mese fa e, per fortuna, che il cambio stavolta è avvenuto in tempo e Prcici è riuscito a mettere la ciliegina sulla torta fino a quel momento di modesto sapore. Non parliamo di schemi, di lucidità di manovra. Era attanagliato dalla pura il Perugia, neppure pronto a lanciare il contropiede quando la Ternana era tutta sbilanciata in avanti.

Chi voleva un derby vinto gocando male, magari in coda alla partita, è stato accontentato. E magari la gioia è stata doppia, anzi tripla, perchè la rivalità è quella di sempre e alla Ternana nessuno è disposto a fare sconti. Adesso, dopo i sei punti nelle ultime due partite, si spera solo che non si torni a parlare con enfasi di obiettivi ambiziosi e di chissà quali traguardi impegnativi. La soddisfazione per il derby vinto deve restare, perchè quello va in archivio e non certo ci vanno le chiacchiere e i giudizi. E se possibile, oltre al lavoro di cui si sente sempre parlare nelle conferenze stampa di Bisoli, da qui alla fine ci si potrebbe organizzare meglio nel cercare il gioco, per capire il futuro di una squadra che non può essere smontata dopo ogni stagione.

Rosati: se il Grifo si aggiudica il derby è merito anche suo, perchè sa opporsi, tutte e due le volte sul primo palo, alle conclusioni di Ceravolo e Falletti. Non sbaglia nulla, neppure l’ordinaria amministrazione, e neppure i rilanci con i piedi. Voto: 6.5

Del Prete: riesce a non fare avvicinare alla porta di Rosati Furlan, ma il suo apporto in fase offensiva è modesto. Alza bandiera bianca per un infortunio. Voto: 6- (38 p.t. Milos: non riesce a ripetersi come contro il Latina. Tanta buona volontà, appoggi facili, mai uno scatto di progressione. Voto: 6-)

Volta: tiene sotto controllo la situazione con eleganza, e si industria anche nel rilanciare il gioco verso gli attaccanti, scavalcando il centrocampo. Ordinaria amministrazione. Voto: 6.5

Belmonte: nulla che non si sia già detto o visto. Gli appoggi sono fuori misura, anche quando è libero di giocare in maniera più precisa e puntuale. La tensione lo costringe a essere più falloso del solito. Un derby giocato sui nervi. Voto: 6-

Rossi: meglio in difesa che in attacco, ma ecco che il calcio si conferma gioco pazzo perchè nel giro di 4 giorni parte dal suo piede il cross che innesca il goal. Voto: 6

Rizzo: è ancora in una condizione fisica approssimativa, e non sembra un parente prossimo del centrocampista visto l’anno scorso. Ha bisogno di giocare al fianco di chi gli detta i tempi. Voto: 6-

Taddei: la folla lo applaude nei primi minuti, quando parte con il piede giusto, ma via via si spegne e si estranea dal gioco. Lui sempre volitivo e pieno di acume tattico. La sensazione è che Bisoli voglia cambiarlo già nel primo tempo, poi è lui che chiede di restare negli spogliatoi. Voto: 5.5 (1 s.t Prcic: qualche giocata di grande interesse, a sveltire il gioco. Il goal non è causale, avendo fatto il bis della rete segnata a Chiavari contro l’Entella. E’ l’unico che riesce a tenere il pallone basso sui tiri dalla distanza. Un dettaglio: durante la fase di riscaldamento a turno hanno provato a calciare in porta dal limite dell’area diversi centrocampisti. Nessuno è riuscito a segnare neppure in allenamento! Voto 7-)

Della Rocca: viene preso in mezzo e nel primo tempo Coppola e compagni lo mettono in grande difficoltà. Risale nella ripresa. Voto: 6-

Aguirre: lottatore autentico, capcae di calzare in corsa e i suoi cross sono tra le poche cose salvabili del derby. Voto: 6

Ardemagni: la sensazione è che Pairetto ricordava bene quanto avvenuto nel derby d’andata, e così all’attaccante sono state fischiate solo un paio di punizioni. Ha la palla goal per fare il bis dell’andata, ma arriva scomposto a colpire di testa. Gli resta solo il bis del selfie sotto la curva. Voto: 6-

Molina: stenta a entrare nei meccanismi del gioco, eccessivamente preoccupato di entrare in sintonia con i tifosi della tribuna, che gli fanno sentire il loro disappunto. Si riprende alla distanza, ma è chiaro che il Molina accreditato di un campionato vinto a Carpi, non è certo questo. Voto: 6- (23 s.t. Cuberti: Bisoli lo rischia in una partita tanto importante e lui tiene la squadra alta nella fase più importante della partita. Prova anche qualche slalom che gli riesce solo a metà. Voto: 6-)

Bisoli: magari non entrerà nella storia del Grifo per la qualità del gioco espresso, ma di sicuro, avere vinto due derby è importante. Nella guerra dei nervi, prevale su Breda, e pazienza se lo spettacolo è stato quello che tutt’Italia ha visto. Voto: 6

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.