Seguici su

terremoto-campo-casette-norcia01.jpg
L’installazione delle casette nel 2016 a Norcia (foto Umbria24)

C’è una piccola scena dell’emergenza sisma in Umbria che pochi ricordano, escludendo i terremotati si intende. Un paio di ore al limite del realismo magico: era l’11 gennaio 2017 quando l’allora sindaco di Norcia Nicola Alemanno per assegnare le prime 20 soluzioni abitative di emergenza (sae), per tutti le “casette” dei terremotati, ha organizzato un’estrazione a sorte. Da una parte bussolotti e biglietti, dall’altra le chiavi di quei piccoli moduli, di fatto un sogno per chi viveva da mesi l’incubo quotidiano, ossia l’ottantina di famiglie nursine sfollate fin dal 24 agosto precedente.

Da quel gioco della fortuna con una posta in palio troppo alta, avvenuto al freddo e al gelo, oltreché tra le comprensibili polemiche, i cantieri per le casette si sono moltiplicati a Norcia, come a Cascia e pure a Preci. Tutti i terremotati che ne avevano diritto nell’arco di circa un anno e mezzo hanno preso possesso della sae, che in Umbria sono circa 750. A distanza di quasi 10 anni dalle prime consegne, però, i sindaci devono fare i conti col problema opposto. Cosa farne delle sae che ora si liberano? Specie ora che un decreto convertito in legge a inizio ottobre prevede il trasferimento gratuito ai Comuni delle strutture emergenziali, con i relativi oneri di accatastamento e con la possibilità, in futuro, di mantenerle, riutilizzarle oppure rimuoverle.

A Umbria24 il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, che di “casette” ne ha oltre 600 sparse tra capoluogo e frazioni, di cui circa 150 liberate dalle famiglie che sono potute rientrare nelle proprie abitazioni, ha spiegato che «la nostra scelta è di smontarle, ma abbiamo un’esigenza abitativa importante, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, perché le case a Norcia è vero che iniziano a essere nuovamente disponibili, ma molte sono state trasformate in B&B e altre hanno prezzi molto elevati». L’amministrazione comunale di Norcia, dunque, sta lavorando per «definire e approvare un regolamento così da poterle locare a chi ne ha bisogno, seguendo sostanzialmente i criteri oggi previsti per l’assegnazione delle case popolari», dice il primo cittadino.

Quante delle poco più di 600 Sae saranno mantenute a Norcia resta da comprendere: Boccanera sollecitato sul punto si è spinto a ipotizzare «una cinquantina, ma dobbiamo valutare con cura, perché intendiamo salvaguardare le casette installate non soltanto in zone in cui sono poco visibili, ma anche su terreni destinati a funzioni di Protezione civile e quindi dotate di una conformità urbanistica». Certo è che «nel giro di una decina di giorni inizieremo a smantellare le prime: si tratta di una mezza dozzina di casette collocate tra Agriano e Forsivo», dice il sindaco di Norcia.

Lo smontaggio è invece già iniziato a Cascia, dove il sindaco Mario De Carolis intende archiviare completamente gli insediamenti abitativi emergenziali. Qui, nel paese di Santa Rita, le Sae libere sono più della metà di quelle installate, ossia 68 delle 133 montate, ma 5 di queste sono già state fisicamente rimosse da Cascia. «Noi con le strutture emergenziali abbiamo già l’esperienza del 1979: siamo di fronte a soluzioni provvisorie, che in quanto tali non sono abitabili per lungo periodo, ma stiamo facendo lo stesso coi moduli commerciali e coi Mapre (moduli abitativi rurali provvisori di emergenza, ndr)», ha detto il primo cittadino, che ha poi sottolineato: «Ad esempio nella piazza di Cascia ne avevamo 5 di queste strutture, ma 4 sono state liberate, quindi iniziamo a smontare, anche perché abbiamo l’esigenza di rifare completamente la piazza, di rigenerarla».

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.