Giacomo Dicara, tecnico in seconda

di Giovanni Baricca

Camplone, squalificato, se ne starà buono buono in tribuna. E toccherà di nuovo a lui, a «Giacomino» Dicara comandare le operazioni dalla panchina. Era successo due volte la scorsa stagione: con l’Avellino in casa (1-1) e con la Carrarese a Carrara (0-1). Ma stavolta… «Stavolta c’è il Pisa. La partita di domenica non avrà lo stesso valore di quella giocata il 2 giugno scorso, ma vorrei ci fossero i 15mila di allora sugli spalti del Curi. Personalmente, vorrei regalargli una piccola parte di ciò che non siamo riusciti a dargli cinque mesi fa».

Voglia di rivalsa: «Abbiamo studiato» Perugia-Pisa è un conto aperto, una ferita che l’organismo biancorosso stenta ancora a metabolizzare. «Chi è rimato (dei calciatori, ndr) non ha certo cancellato dalla mente quel 2-2. E anche i tifosi – dice Dicara – se lo ricordano benissimo». Il pareggio qualificò in extremis i nerazzurri e fece esplodere di gioia il tecnico toscano, Dino Pagliari, anche quest’anno sulla panchina del Pisa. «Pagliari dice di averci studiato. Beh, anche noi abbiamo studiato a fondo la sua squadra, forse anche meglio di quanto non abbia fatto lui», sorride, sornione, il simulacro di Camplone. Come a dire che (stavolta) le contromosse sono già state pianificate.

«Noi giochiamo a calcio, il Pisa…» Niente rivoluzioni tattiche, in ogni caso. Il Perugia di Camplone-Dicara resta il Perugia di Camplone-Dicara. E il Pisa di Pagliari è pur sempre il Pisa di Pagliari. «La nostra mentalità è sempre la stessa: noi giochiamo la partita. Loro… un po’ di meno, fanno meno calcio, cercano la spizzata su lancio lungo e vanno a caccia di palle vaganti. L’organico del Pisa è cambiato parecchio rispetto a un anno fa, ma quando un tecnico ha una certa idea di calcio si tiene quella e non la cambia». In forza al Pisa c’è anche un certo Rachid Arma: «Un bell’attaccante», conferma Dicara. «Un giocatore che fa tanti gol, che può essere determinante. Ma il Perugia non si preoccuperà del singolo, piuttosto di tutto il resto, della squadra».

Camplone-Dicara, telefono senza fili E a riprova della competizione che animerà le due panchine (più seggiolino in tribuna riservato a Camplone: «Come comunicheremo? Non ce ne è bisogno, ormai ci capiamo al volo»), il discorso torna di nuovo su Dino Pagliari che in settimana «ha assicurato di aver studiato contromisure per fermare Fabinho. Speriamo. In squadra ne abbiamo tanti altrettanto forti, se il Pisa si preoccupa solo di lui…». Domanda secca: il Pisa di quest’anno è più o meno forte di quello affrontato un anno fa? Risposta doppia. Prima quella istituzionale: «Ve lo dico a fine gara». Poi quella sincera: «Personalmente, a guardare le prime uscite credo fosse più forte quello dello scorso campionato».

Allarme difesa, Grifo rivoluzionato A complicare i piani biancorossi, l’allarme rosso nelle retrovie. In difesa è emergenza piena: con Koprivec squalificato, spazio al secondo portiere Stillo; con Scognamiglio (anche lui fermato per un turno dal giudice sportivo) e Massoni (influenzato) e Barison (problemi di natura muscolare) out, Moscati verrà arretrato a fluidificante destro, Sini verrà adattato a centrale e andrà a fare coppia con Comotto, Daffara verrà schierato a sinistra. «Come dite, le tante assenze sono un bel guaio? Se anche fosse, i problemi vanno affrontati. E risolti. Cominciamo comunque in undici contro undici, no?».

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