di Ivano Porfiri
Ce l’ha fatta, ma questa quasi non è una notizia. Luca Panichi, l’ex ciclista corcianese finito su una carrozzina dopo un tragico incidente, ha scalato una delle salite più prestigiose al mondo: le Tre Cime di Lavaredo.
Prime parole Nonostante la neve, il freddo e la fatica, è riuscito nell’impresa di superare il traguardo della penultima tappa del Giro d’Italia inquadrato dalle telecamere della Rai. Queste le sue prime parole: «Ho sognato tante volte di arrivare alle 3 cime da CICLISTA e finalmente ce l’ho fatta, anche in anticipo sulla tabella di marcia!!! Che importa se le ruote sono 2 o 4 io mi sento e sono un CICLISTA!».
Condizioni estreme Dure le condizioni per l’impresa. «L’assenza di una buona linea non ci permette di comunicare con il mondo esterno, e per giunta qui nevica e forte – aveva scritto poco prima sulla sua pagina Facebook -, abbiamo appena superato i 1400 metri e se continua cosi’ il nostro arrivo sarà previsto per le 15.30! Le condizioni atmosferiche comunque sono proibitive speriamo che non peggiori!».
Il racconto Tempo ìmpiegato: 3 ore e 15 minuti per 3,5 km. La partenza anziché da Misurina è stata spostata all’inizio della salita vera a causa di una tormenta di neve. Per Luca è stato complicato spingere al massimo dell’efficienza ma asciugando volta per volta i corrimano si è riusciti a mantenere una buona spinta. Il momento decisivo è stato a 2,3 km dall’arrivo dopo aver affrontato il tratto al 18% con grande efficacia. «Da lì, nonostante la neve, ci siamo gasati e siamo andati a tutta», dice Luca. L’effetto degli allenamenti specifici si è sentito, l’ultimo km poi l’apoteosi del pubblico: grande conduzione di Francesco a scandire il ritmo e David per l’alimentazione. «Gli ultimi 100 metri – spiega Luca -, grande emozione e grande accoglienza all’arrivo: il freddo si stava facendo sentire e sono arrivato comunque ai limiti, stremato. In sostanza, nonostante la bufera di neve, la scalata è stata sorprendente e ha confermato come il clima del Giro, la passione dei tifosi…è l’arma in più per scalare l’incredibile».
Le altre imprese Ormai è un appuntamento fisso quello di Luca Panichi al Giro d’Italia. Dopo essersi cimentato sul Passo del Tonale, sul Ghiacciaio del Grossglockner e la scorsa edizione sul Passo dello Stelvio, scalandone di quest’ultimo 16 km in 8 ore, quest’ anno, l’atleta perugino ha deciso di scalare sabato le Tre Cime di Lavaredo, arrivo decisivo per la classifica finale, essendo la penultima tappa.
VIDEO: LA PRESENTAZIONE DELL’IMPRESA
Beneficenza Luca ha portato sulla sua maglietta personale la scritta della Marina Romoli onlus, a sostegno della ricerca sulle lesioni midollari, quella dello Csen a sostegno delle attività di sport integrato, e della neo associazione BiciCuoreDiabete di Magione che porta un messaggio di promozione sportiva anche per gli affetti da tutti i tipi di diabete e da cardiopatie.
Il team Luca è stato assistito proprio dal presidente della BiciCuoreDiabete suo fratello-custode David, dall’altro fratello Umberto, preparatore atletico, da Mirko Loche suo amico ed ufficio stampa insieme a Cristina Cappella, e da Francesco Barbon, tecnico della Progeo. I ringraziamenti vanno anche per un contributo economico alla RI.COM e ai Magazzini Pesciarelli di Magione.
