di Ma.Ma.
Quale valore può avere se un giorno si arriva ad indossare la maglia della squadra della propria città per la quale hai tifato fin da bambino, oppure giocare in serie A e magari lottare alla pari con le grandi star del calcio nazionale ed internazionale, se strada facendo hai dimenticato le tue origini, con l’alibi del tempo che cancella o affievolisce ricordi e emozioni? Diego Falcinelli, l’attaccante di Ponte San Giovanni ora al Bologna dopo un una girandola di trasferimenti e un amore mai nascosto per il Grifo, ripagato con 14 reti in campionato appena tre fa, non ha però dimenticato neppure una riga del suo romanzo calcistico, ancora tutto da scrivere.
In queste ore ha ripercorso i “primi calci ” con la maglia della Pontevecchio, dove aveva trovato un istruttore dalla vista lunga, Roberto Gnagnetti, che per quel ragazzino aveva da subito preconizzato una carriera da professionista. Ora che non sono passati neppure 100 giorni da quando Roberto ci ha lasciato, Falcinelli ha voluto onorato nel migliore dei mondi quello che per lui non era stato solo un allenatore, ma «un secondo papà», come ha ribadito a Maria Rita e Edoardo, e ai dirigenti che lo hanno accolto a Castel del Piano, dove è in pieno svolgimento il Memorial per ricordare il poliziotto con la passione per il calcio, senza trascurare di trasmettere i valori dello vita.
Falcinelli non si è limitato a dare solo il calcio di inizio della ottima partita del torneo o a consegnare la nuova maglia del Bologna a Edoardo. Falcinelli ha fatto molto di più: ha mandato un segnale forte al calcio delle televisioni e degli sponsor. Ddando testimonianza di essere un vero campione. Trascorrere alcune ore con i familiari del suo primo ‘mister’, che lo accompagnava al Curi per tifare la squadra del cuore, ha voluto dire che quei valori ricevuti sono vivi e si trasmettono. Ieri a ricevere da Gnagnetti è stato Falcinelli, ora a mettere in pratica il suo messaggio è Nicolò Carciofi, capitano della squadra juniores del Castel del Piano e un commosso Maurizio Timbri: «Era Gnagno e resterà tale per tutti, ineguagliabile».
