Saluto tra Bisoli e Colombo

di Giulio Nardi

Pierpaolo Bisoli esprime tutta la sua soddisfazione nella conferenza stampa del Partenio al termine della seconda vittoria in trasferta della stagione del suo Perugia. Il tecnico biancorosso ha  insistito  come al solito sui dettagli della prestazione dei suoi giocatori e sulle differenze rispetto agli avversari: il Perugia nonostante l’emergenza entra di prepotenza nei quartieri alti della classifica.

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Vittoria meritata «La vittoria è stata meritata – ha affermato Bisoli in sala stampa – per il gioco che abbiamo espresso, nel secondo tempo abbiamo fatto quelle cose che avevamo preparato in campionato. Abbiamo giocato palla a terra come avevo chiesto, siamo riusciti a ragionare come piace a me. L’Avellino nella ripresa non ci ha mai messo in difficoltà e si è portato in vantaggio con un grandissimo gol di Gavazzi nel primo tempo. Altre cose da parte dell’Avellino non le ho viste. Voglio anche aggiungere che non è vero che gli irpini mi hanno cercato».

La chiave tattica «Abbiamo giocato con aggressività sui portatori di palla e velocità negli spazi – ha aggiunto Bisoli – l’Avellino ha avuto dei problemi quando noi abbiamo preso il sopravvento a centrocampo. Siamo stati bravi a cambiare il fronte del campo con lanci da terzino a terzino».

Profilo basso  «Ora calma – ha aggiunto Bisoli a Umbria radio- non abbiamo fatto niente e ci sono due partite in casa che sono molto pericolose. Ora l’euforia cresce, ma io ho detto che fino a dicembre voglio tenere l’acceleratore pigiato più possibile, sperando che chi pesco dalla panchina mi dia un apporto importante come oggi. Siamo in un processo di crescita – ha spiegato l’allenatore del Perugia –  perchè ancora questa squadra ha margini di miglioramento importanti, sui singoli e sul collettivo. Dovremo lavorare in settimana su queste situazioni per capire dove migliorare sugli errori che abbiamo commesso. Ma oggi dobbiamo fare i complimenti ai ragazzi, perchè giocare qui, ad Avellino con una squadra che era candidata alla Serie A, con questa personalità significa che il lavoro comincia ad attecchire sulla testa di tutti i 22 giocatori disponibili. Fabinho – ha precisato il tecnico emiliano –  è un giocatore che va comunque elogiato per la disponibilità che mi ha dato. Mi ha detto che veniva per me , la squadra e i tifosi. Gli faccio i complimenti perchè in quella mezzora ha dato il là alla risalita della squadra, poi però ha avuto il riacutizzarsi dell’infiammazione. Oggi comunque vanno elogiati in blocco tutti gli elementi della squadra: il lavoro che ha fatto Di Carmine in questi mesi l’ha tradotto in campo; gli ho detto che non doveva essere sotto esame ed il calcio, oggi, gli ha dato ciò che meritava. Ora inizia una settimana importante, lunedì si riparte con un doppio allenamento per verificare le condizioni di chi è uscito un pò acciaccato. Io sono sempre tranquillo, perchè vedo che il mio Perugia è in una classifica dove sorridono tutti, ma io non la guardo. Ero tranquillo quando le cose non andavano bene per molti, ma io ho detto che erano stati bravi i ragazzi per tenere a galla una situazione difficile. In ogni gara cambiare tre giocatori sull’undici iniziale non è facile, ma sono convinto che con il tempo cambiare due elementi su uundici può essere assorbito più facilmente»

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