di Daniele Sborzacchi
Aveva dato il nome di una stella alla sua creatura. La stella più luminosa del cielo notturno: Sirio. E quella stella, spuntata sul firmamento sportivo nel 1970 in una Perugia che di lì a qualche anno avrebbe conosciuto le mitiche gesta del Grifo dei Miracoli, aveva già scritto nel nome un destino di grandezza. Sarebbe diventata leggenda. E così Perugia si ritrova a piangere la scomparsa di Padre Aldo Falini, frate cappuccino classe 1942, per tanti anni parroco di via Canali, che 52 anni fa fondò appunto il sodalizio più vincente dell’Umbria sportiva: la Pallavolo Sirio. Partendo dall’Oratorio all’Oasi Sant’Antonio, che per tanti anni fu punto di ritrovo per i giovani del capoluogo umbro grazie anche a due pali, una rete, pezzi di nastro adesivo sul catrame a delimitare il campo ed un pallone rigorosamente bianco. La sua squadra di ragazze, in poco tempo, fu subito capace di scalare posizioni nei campionati interregionali approdando alle categorie nazionali. Scrivendo, piano piano, pagine indimenticabili di sport che fanno, ancora oggi, venire la pelle d’oca. Nel 1989 arriva la serie A, per la prima volta. E di lì a poco subito un paio di finali scudetto, prima contro l’imbattibile Ravenna e poi contro un altro team che imbattibile lo sarebbe ben presto diventato: Matera. Con un PalaEvangelisti che si trasformò in un catino ribollente di tifo in grado di accompagnare la Sirio al primo, storico successo, la Coppa Italia 1992 ed a sfiorare anche un clamoroso trionfo europeo, in Coppa delle Coppe (sconfitta contro le tedesche del Munster). E lui c’era sempre. Sia in trasferta che (soprattutto) nelle sfide casalinge, padre Aldo Falini non poteva lasciare sole le ‘sue’ ragazze. Quasi sempre dietro il tabellone manuale del segnapunti, rigorosamente a bordo campo, spesso accanto alla ‘voce della pallavolo’ Marco Cruciani. Insieme a lui abbiamo avuto il privilegio, da imberbi ragazzotti con taccuino e bic in mano, appassionati scribacchini, le prodezze prima di Vera Mossa, quando ancora si calcava il parquet e si batteva rigorosamente con piedi saldi a terra, e poi delle ‘stelle’ Aguero, Francia, Kirillova, Gioli, Fofao, Walewska, Zetova solo per citarne alcune… Con la pallavolo cambiata velocemente, resa ancora più spettacolare dalla rivoluzione del rally point system. Godendo di cavalcate incredibili, come quella del primo titolo in Europa, nel 2000, e soprattutto del primo, dell’indimenticabile Scudetto conquistato a Novara nella stagione 2002-2003, quando ebbi l’onore di ricoprire il ruolo di addetto stampa. Sarebbero poi arrivate anche due fantastiche Coppe dei Campioni vinte a Cannes ed a Murcia, altri due Scudetti, 5 Coppe Italia in tutto e diversi altri titoli. Perugia famosa non solo per i Baci o per Umbria Jazz, ma anche per i successi nella pallavolo. Prima del triste declino, della scomparsa dalla scena, undici anni fa. Adesso altre stelle, al maschile, entusiasmano gli sportivi perugini in quello che è diventato il PalaBarton. Stesso posto, stesse emozioni. Ma una cosa è certa, grazie ad Aldo Falini, da quel campetto all’Oratorio Oasi Sant’Antonio, fu gettato il seme e coltivata, partita dopo partita, una leggenda che sarà narrata in eterno. La leggenda della Sirio.
