La terra torna nuovamente a tremare in Umbria. Tre nuove scosse di terremoto si sono registrate a Spoleto nella tarda mattinata di venerdì. Sisma che è stato chiaramente sentito dagli umbri e con epicentro a Eggi. La prima, alle 11.55 di magnitudo 3.5 mentre la seconda poco dopo, alle 11.57 di 3.1 Poi la terza, alle 12.08 di magnitudo 2.3. Terremoti che in alcuni casi hanno costretto degli spoletini a scendere in strada. Un’attività sismica che sta interessando lo spoletino dall’ottobre scorso.

Intanto il sindaco di Spoleto Andrea Sisti ha deciso per la giornata di venerdì 9 febbraio e sabato 10 febbraio, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei nidi d’infanzia, degli edifici pubblici e di uso pubblico, compresi musei e teatri, i centri sportivi comunali e dei centri diurni socio-riabilitativi per disabili minori e adulti e per anziani non autosufficienti.

Si comunica inoltre che il Comune di Spoleto ha provveduto ad aprire la sede della Protezione Civile a Santo Chiodo. Al momento non si registrano segnalazioni di danni o situazioni di rischio nel territorio comunale. Allo stato attuale non si ravvisano né danni né feriti ma alle forze dell’ordine e della sicurezza sono comunque arrivate qualche banale richiesta di verifica, probabilmente più per paura che per danni reali. Per qualsiasi richiesta di informazione o per segnalazioni è possibile chiamare il numero 0743 222450 o scrivere all’email protezione.civile@comune.spoleto.pg.it

Dopo la riunione del Centro Operativo Comunale, il Comune di Spoleto ha previsto tre aree di accoglienza per la popolazione. Sono in fase di allestimento 20 posti letto nell’area attrezzata di Eggi, 40 all’interno del Palazzetto dello Sport “Don Guerrino Rota” e altrettanti nella palestra dell’istituto alberghiero, dove verranno ospitati gli studenti del convitto della scuola e il personale. Nel caso in cui la situazione dovesse manifestarsi maggiormente critica, l’area della Protezione Civile a Santo Chiodo, in via dei Tessili, verrà attrezzata con le tende. Domenica 11 febbraio verranno invece effettuati i sopralluoghi speditivi per verificare lo stato degli edifici scolastici e di quelli pubblici.

Secondo quanto viene spiegato dal Must, museo delle scienze e del territorio, in un post relativo alle precedenti scosse del 7 dicembre, ricondiviso in questa occasione la sequenza sismica riguarda l’area «tra Spoleto ed Eggi sul bordo orientale della Valle Umbra meridionale, quella che va da Spoleto a Foligno (la Valle Spoletana di francescana memoria). Questa valle è stata generata da un sistema di faglie a partire da circa 2 milioni di anni fa, una faglia principale che immerge verso est sul versante occidentale e faglie minori che sono ancora attive sul versante orientale che immergono verso ovest. Queste faglie sono responsabili di molti terremoti storici di intensità medio-bassa, al massimo di magnitudo 5,5. Il settore nord della Valle Umbra (quello che va da Perugia a Foligno) registra invece terremoti più forti (fino a magnitudo di 6,5 per un evento del 1832 con epicentro tra Cannara e Bastia). In Appennino – continua – sono molto comuni sequenze sismiche con molte scosse di magnitudo non molto grande, spesso segnale che le faglie che si sono attivate sono di lunghezza abbastanza piccola e in breve tempo si esauriscono. Altre volte invece sono segnali di attivazione di faglie più estese che possono dare scosse più forti. In questo caso l’area molto circoscritta fa pensare ad una faglia generatrice di lunghezza limitata. La sismicità storica in questo settore della Valle Umbra meridionale inoltre presenta un solo evento di magnitudo 5 poco più a NE (1838 tra Eggi e Bazzano)».

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