C’è preoccupazione tra i lavoratori della Mobili Italia di Spoleto per le attese decisioni del giudice della sezione fallimentare che dovrà pronunciarsi sula proposta di concordato in continuità aziendale. Incombe il passato su questa azienda, subentrata in continuità, che produce mobili di alta qualità e che presenta una «situazione attuale in salute», da quando si apprende dagli ambienti sindacali, garantendo gli stipendi ai dipendenti, «la continuità dell’attività produttiva, il pagamento degli affitti dei capannoni, le commesse e in generale la gestione economica dell’attuale fase che vede coinvolti circa 40 dipendenti, oltre all’indotto».

L’appello Incombe tuttavia il passato su questo sito produttivo inserito in uno dei contesti più critici dell’Umbria che maggiormente ha pagato la crisi economica del recente passato. Si teme dunque l’eventualità del mancato accoglimento della proposta concordataria ce significherebbe la fine dell’occupazione per oltre una cinquantina di famiglie in questo territorio. I sindacati di categoria Cgil e Uil confidano «nella sensibilità del tribunale di Spoleto», per «una positiva, ponderata e saggia definizione, vista anche la perseveranza dell’attività artigianale sin qui svolta ininterrottamente per oltre quarant’anni, con i suoi connessi e inscindibili valori sociali ed imprenditoriali di  riverbero e rilevanza per il territorio spoletino».

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