È uno dei parlamentari umbri, è stato eletto grazie al flop della lista +Europa che ha regalato al Pd il secondo senatore a scapito dei Cinque stelle. Nel listino proporzionale dietro Matteo Renzi, che ha scelto Firenze, oltre a Nadia Ginetti c’è proprio il sindaco di San Gemini che, nonostante la gran sorpresa, ha già fatto sapere che non lascerà la guida del suo Comune che ha avviato la procedura di riequilibrio per ripianare un debito di 1,7 milioni di euro, frutto di un disavanzo emerso dal consuntivo 2016 e una parte fuori bilancio.
Leonardo Grimani La sua candidatura, arrivata a sorpresa anche quella, ha fatto sfumare quella dell’ex senatore Gianluca Rossi e da molti dem è stata vista come una «forzatura, dovuta al suo personale rapporto con Lotti». Non si può a tal proposito non ricordare che Grimani ai tempi della formazione dei listini era reduce da una sconfitta alla corsa per la Segreteria provinciale del partito. «Una volta candidati siamo tutti degni di giocarci le nostre carte – dice al Corriere dell’Umbria – non capisco questo clima di divisioni. Mi pare evidente aggiunge che ci sia stato un pezzo di partito che non ha accompagnato la campagna elettorale». Di questo guarda caso si è lamentato pure Cesare Damiano, ma se leggiamo la risposta dell’ex consigliere comunale Pd Michele Pennoni, tutto torna: «Sulle procedure di nomina – ha detto – non c’è stata la benché minima condivisione».
San Gemini Grimani ha scelto di restare a capo del governo del suo paese proprio per gestire questa fase di riequilibrio, di fatto già avviata con l’alienazione di alcuni immobili, non direttamente inseriti nella manovra economica, basata soprattutto su una riduzione della spesa corrente con tagli ai finanziamenti della scuola materna privata, del geolab, della biblioteca comunale, nonché risparmi sulla manutenzione degli impianti di riscaldamento della sede dell’ente e sui servizi di postalizzazione. Ridotte sensibilmente le spese del personale e altre misure in tal senso sono previste negli anni a seguire (il piano pluriennale è 2017-2014). A questo è stato affiancato un aumento di aliquote e tariffe. Oltre a questa partita però ora Grimani deve gestire quella in Senato. Per la sua elezione il primo cittadino del paese della Giostra è chiaramente soddisfatto ma all’interno del Pd non mancano mal di pancia.
