Marco Moroni (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Prosegue con Marco Moroni, candidato del Movimento 5 stelle al Senato nel collegio di Terni, la serie di interviste in vista del voto del 4 marzo.

Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?

«Sicurezza e ambiente sono le tematiche che meglio conosco per le mie attività professionali. Ricordo che oltre ad essere un ispettore del Corpo forestale dello Stato (oggi maresciallo dell’Arma dei carabinieri forestale), per molti anni ho rappresentato il maggior sindacato della Forestale (Sapaf). Va detto che oggi le donne e gli uomini in uniforme non godono delle attenzioni dovute dallo Stato, basta pensare al recente “riordino delle carriere” che non ha accontentato nessuno e che ha disatteso le aspettative di riqualificazione degli operatori; penso anche alla contrattazione per il rinnovo contrattuale chiusa in fretta e in furia dal Governo Gentiloni pochi giorni or sono, alla quale i sindacati di categoria hanno lamentato la mancanza di risorse adeguate per affrontare i nuovi temi della sicurezza. Quindi, nell’ambito del comparto sicurezza ritengo che ci sia bisogno di riorganizzare sia le competenze che le funzioni, evitando duplicazioni e, soprattutto, organismi autoreferenziali: abbiamo molti dirigenti generali che a volte rischiano di rallentare l’attività, sottraendo all’operatività importanti risorse. Non posso non sottolineare come i recenti governi di centro sinistra abbiano gestito la questione del corpo forestale, attraverso le leggi Madia: quella che doveva essere una rivoluzione (a detta dei suoi promotori) si è rivelata riduttiva e dannosa, accorpando i 7.000 Forestali all’Arma dei carabinieri in un comparto che annovera oltre 450 mila operatori. Ma fondamentalmente, si è impoverita l’azione di contrasto alla criminalità ambientale, tramutando l’azione preventiva (esercitata da una polizia civile) in una repressiva (tipica delle forze militari) e i disastri ambientali della scorsa estate ne sono la conferma. I ricorsi amministrativi che ho patrocinato hanno visto migliaia di aderenti e sono molti i Tar che hanno accolto le nostre richieste, rinviando il giudizio alla Corte costituzionale, che deciderà nel merito il 5 giugno. Infine, ma solo per brevità di spazio, va sottolineato come i nostri militari oggi non godano di una tutela costituzionale come quella di potersi iscrivere ai sindacati: l’Italia è uno dei pochi paesi europei dove questo diritto, sancito anche da recenti sentenze della Commissione europea dei diritti dell’uomo, viene negato. Anche in questo caso, il ricorso della Assodipro (associazione di militari), da me condiviso, verrà discusso in Corte costituzionale, il prossimo 10 aprile, e finalmente potremo dare le forme più consone di tutela agli appartenenti alle Forze Armate. Per quanto riguarda la tematica, molto delicata, dell’ambiente, ritengo che si debba intervenire in maniera drastica e rivoluzionaria, salvaguardando quelle che sono le caratteristiche e le bellezze del nostro territorio: pensare a una gestione dei rifiuti in maniera produttiva, evitando di lasciare spazi alla criminalità organizzata, credo sia una priorità. Infatti, nel programma del M5S vengono riportate molte proposte di legge già presentate nella passata legislatura dai rappresentanti del MoVimento, che vanno in questa direzione. La salvaguardia, inoltre, delle nostre “bellezze” va messa al centro dell’azione istituzionale. Va pensato anche un nuovo sistema autorizzatorio per imprese e operatori che deve dare certezze sia sull’impatto ambientale che sui rischi di inquinamento, ancora oggi piaga di molte città e territori, come a Terni sanno bene».

Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?

«Nel territorio inerente la mia circoscrizione, tematiche come tutela della salute, salvaguardia delle bellezze ambientali, riqualificazione dei borghi e delle periferie, credo siano i temi più importanti che possono portare, se gestiti in maniera corretta e razionale, anche a molti nuovi posti di lavoro. Penso a Terni ma anche a Foligno, a Todi, al comprensorio narnese-amerino, a Orvieto; territori dove la politica autoreferenziale di questi ultimi anni ha garantito solo degrado, dissesto, povertà e allontanamento delle popolazioni. Anche in questi ambiti, c’è bisogno di rivoluzionare le politiche inadatte fin qui attuate, ridando una speranza alle generazioni più giovani attraverso la salvaguardia ambientale, la gestione dei territori ed alle politiche sul lavoro, senza perdere d’occhio i problemi della salute: il compromesso per cui per avere lavoro, dobbiamo chiudere gli occhi sulla sicurezza, è inaccettabile!».

Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento.

«Il programma del M5s è molto ben delineato per quanto attiene economia, welfare e trasporti, basti ricordare il progetto sul “reddito di cittadinanza” (che altro non è che un reddito di dignità), attraverso il quale si mettono in campo diversi meccanismi che, nel garantire dignità a tutti i cittadini (non lavoratori e pensionati), che non arrivano alla soglia di povertà, innescano un rilancio dell’economia e del lavoro. Non mi fa piacere, però, sottolineare come nel campo dei trasporti, l’Umbria sia una delle ultime regioni d’Italia; evidentemente i nostri governanti non hanno tenuto nella giusta considerazione quella che dovrebbe essere una priorità: dalla ridefinizione del trasporto su rotaia, alla gestione della mobilità urbana, gli utenti non fanno altro che denunciare disfunzioni e ritardi. Ho verificato i progetti che in questi anni i nostri rappresentanti, sia a livello regionale che comunale, hanno cercato di far approvare e ritengo che da tali progetti, dopo il 4 marzo si debba ripartire, inducendo le amministrazioni centrali e locali a porre al centro delle soluzioni le necessità dei cittadini. L’Umbria, in particolar modo, ha bisogno di un nuovo modo di pensare e di legiferare anche nell’ambito dei trasporti e della mobilità».

Se eletto come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?

«Provengo da un sindacato di categoria, autonomo e indipendente, e so bene quanto sia importante mantenere il contatto diretto con il territorio. Per questo ho già detto che, qualora verrò eletto, la mia presenza sarà costante in tutti i territori della circoscrizione, affinché le necessità dei cittadini possano avere il giusto risalto nelle istituzioni nazionali, cercando di fornire le risposte necessarie. Su questo non lascerò che qualcuno mi possa rimproverare quello che troppo spesso avviene – anche grazie a leggi elettorali che non fanno scegliere i propri rappresentanti – cioè la distanza dei politici dai territori».

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