di Daniele Bovi
Prosegue con Gino Di Manici Proietti, candidato del M5s nel collegio Foligno-Altotevere della Camera, la serie di interviste in vista delle elezioni del 4 marzo.
Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?
«In primis sanità pubblica. Una sanità veramente pubblica che possa realizzare realmente l’articolo 32 della Costituzione. Questo settore assorbe circa 80 per cento del bilancio dell’Umbria. Ma non bisogna confondere la necessaria “efficienza” con i tagli indiscriminati dei servizi e delle risorse. Il paziente non è un “cliente” o un “consumatore di servizi” e la sanità non può essere pensata come una azienda. Quella del “non ci sono i soldi” è una scusa poco credibile quando il governo trova in pochi minuti decide di miliardi di euro per sostenere banche o la Regione Umbria milioni di euro per coprire i debiti dei Consorzi Tns e Crescendo (solo per fare uno dei tanti esempi possibili). Si deve interrompere la lenta e costante riduzione delle risorse, che costringe i cittadini che possono a rivolgersi a operatori privati e lascia milioni di persone senza cure. Per prevenire pericolosi fenomeni di corruzione, va nettamente spezzato ogni il legame affaristico-politico dalla sanità. Poi, il sociale: anche qui l’ipocrisia della politica è insopportabile. La severità della situazione umbra è gravissima, circa il 18 per cento delle famiglie corre il rischio di scendere al di sotto della soglia di povertà relativa, mentre circa il 7 per cento rischia di affrontare una grave deprivazione materiale».
Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?
«Va premesso che i temi non sono mai a compartimenti stagni, ma fortemente integrati tra loro. I problemi più importanti sono il degrado ambientale e l’inquinamento, causa dell’incremento di gravi malattie anche tumorali, in aumento pure nell’età infantile e adolescenziale».
Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento.
«Per quanto riguarda l’economia gli interventi necessari sarebbero tanti, ma forse prima di “aggiungerne” uno al mare di leggi e burocrazia, bisognerebbe eliminare tante inutili leggi. Si impongono ai cittadini centinaia di inutili adempimenti, procedure, carte, certificazioni, dichiarazioni, che li appesantiscono in modo insostenibile e spesso non prevengono realmente fenomeni criminali o patologici. Bisogna potenziare le vie di comunicazione e dare mezzi concreti anche alle piccole e medie imprese per accedere ai mercati esteri, ai fondi europei e al credito, di cui beneficiano solo le pochissime fortunate imprese umbre che possano permettersi professionisti interni. Venendo al welfare, non serve ripetere i dati allarmanti sulla povertà, occupazione e qualità di vita in Umbria (anche se i politici locali continuano spesso a negarli). La proposta del Movimento 5 Stelle del reddito di cittadinanza darebbe finalmente una dignità e una speranza a tanti cittadini, soprattutto in aree depresse come la nostra regione. Tale misura, presente in tutta Europa, impone al beneficiario di rendersi disponibile per lavori di pubblica utilità, formarsi e reinserirsi nel mondo del lavoro, non è certo “assistenzialismo” come vuole far credere il Pd. Un sistema di precariato perenne, distruzione dei diritti, elemosine pre-elettorali e piccoli bonus alimenta solo il clientelismo perenne, trasformando i cittadini in sudditi dei potenti. Quanto ai trasporti, il tema è fortemente integrato anche all’economia e al benessere. Anche su questo fronte, purtroppo, l’Umbria è al collasso. A parziale esempio: La Ferrovia centrale umbra è stata chiusa dopo anni di manutenzione insufficiente. Le strade sembrano uscite da un conflitto bellico. Il servizio pubblico è al collasso dopo il disastro finanziario di Umbria Tpl Mobilità».
Se eletto come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?
«Continuerò a operare nel mio ospedale di Perugia, in Umbria, per i miei pazienti, e a monitorare la gestione della sanità regionale, sprechi, inefficienza, meritocrazia e trasparenza. Ritengo che la politica debba veramente essere un servizio per i cittadini, non un “parcheggio dorato e perenne” come avviene per tanti, soprattutto in Umbria. Per poter svolgere tale servizio adeguatamente, il politico deve restare a contatto con la realtà vissuta dai cittadini e non cedere al “canto delle sirene” dei privilegi e dei palazzi».
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