Brunello Cucinelli

di Gabriella Mecucci e Maurizio Troccoli

L’Acquedotto Medievale di Perugia tornerà agli antichi splendori. E questo, grazie all’intervento di Brunello Cucinelli. Sono indiscrezioni che raggiungono Umbria24. Una nuova opera riconsegnata alla città con un finanziamento dell’imprenditore umbro più noto al mondo. Ma non è soltanto il sostegno economico a rendere felici i perugini per questa notizia: hanno imparato infatti che Cucinelli è anche garanzia di opere fatte bene, con attenzione per i dettagli e valorizzazioni, in armonia con il paesaggio. Per avere accettato questa sfida, forse la più difficile tra le tante opere che ha seguito e sostenuto, avrà fatto i conti anche con le insidie che un simile cantiere contempla, ed è pronto a fronteggiarle.

FIRMATO IL PATTO PER SALVARE L’ACQUEDOTTO

L’opera Il restauro dell’Aquedotto Medieale di Perugia, quello che riusciva a portare l’acqua all’insù, fino alla fontana Maggiore di Piazza IV Novembre, fino a oggi sembrava un sogno irrealizzabile, per quanto complicato si prospetta essere l’intervento, oggi diventa realtà. Si pensi ad esempio che parte dei tratti non sono visibili. Alcuni di questi sono completamente interrati, altri coperti e divorati dalla vegetazione. Si tratta, quindi, prima di tutto di eseguire le misurazioni e i rilievi, per avere una reale percezione dell’esistente. Ma per procedere in questa direzione, c’è la necessità di avviare un’operazione di bonifica delicata e accurata. In larga misura l’Acquedotto Medievale che vede una prima realizzazione nel 1254 e una seconda nel 1332, potrebbe essere persino tenuto in piedi dalla vegetazione che oggi lo avvolge. Sradicarla, senza un intervento puntuale e certosino, potrebbe significare determinare crolli e mettere in pericolo le antiche architetture. Vale lo stesso ragionamento per fare riaffiorare dal terreno colonne, impalcati e quant’altro faccia parte dell’antica opera perugina.

I DETTAGLI SU PASSAGGI MAGAZINE

Il sogno Non sono noti i particolari del progetto che è in testa a Cucinelli. E’ certo tuttavia che un’opera di restauro oltre a restituire fascino, bellezza al manufatto, potrebbe persino restituirgli funzionalità, tenuto conto del fatto che le acque di Monte Pacciano continuano a sgorgare sia dal cunicolo della Barigiana – come ricorda, su Passaggi Magazine, Fabio Maria Ciuffini – che dal conservone vecchio. E, questo, significherebbe recupero anche di una fonte vitale che rappresenta una delle grandi sfide della modernità.

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