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©Fabrizio Troccoli

di C. M.
La tassa di soggiorno costituisce un vero e proprio tesoretto italiano. Anche in Umbria. Per la prima volta, nel 2023 ha superato quota 700 milioni (per la precisione 702 milioni di euro) con una crescita del 13,4 per cento in più rispetto al gettito del 2022 quando si era raggiunta la cifra di 619 milioni di euro. Sono 1.013 i Comuni che nel 2023 hanno incassato imposte dai visitatori, italiani e stranieri, in crescita.

Tesoretto A dirlo è il report del 2023 con i dati del Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici e che illustra il rialzo degli incassi in Umbria.  Dall’analisi effettuata dall’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di soggiorno di JFC si può notare che il 35,7% degli incassi nazionali – oltre 221 milioni di Euro – sia “raccolto” dalle regioni dell’Italia centrale, vale a dire Lazio, Toscana, Marche ed Umbria. Vi è poi una quota del 29,6% che risulta ad appannaggio delle regioni dell’Italia nord orientale (Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) con un incasso complessivo pari a poco più di 183 milioni di Euro.

In Umbria Il 2023 ha portato alla raccolta di 5 milioni e 523 mila euro di tassa di soggiorno. Quasi il 25 per cento in più rispetto al 2022, quando l’incasso era di 4 milioni 116 mila euro. In Umbria è la provincia di Perugia a trainare con 4 milioni 511 mila euro rispetto al 2022 quando il gettito era di 3 milioni 255 mila euro. A Terni, invece, super di poco il milione (1.012, 150 mila in più rispetto all’anno precedente). La città con l’incasso più alto è Assisi che nel 2023 ha avuto un introito di un milione e 825 mila euro, seguita dal capoluogo regionale che ha superato un milione di euro. A seguire Orvieto (588 mila euro) , Terni (357 mila euro) e Spoleto (355 mila euro). Segue Gubbio (292 mila euro) e alcune zone del Trasimeno, come Passignano (168 mila), Castiglione del Lago (118 mila), Magione (66 mila) e Città della Pieve (32 mila).