di Mar. Ros.

L’assenza del campeggio di Marmore tra le strutture ricettive appartenenti a quella precisa categoria nella Guida all’ospitalità del comprensorio ternano, non è sfuggita; ma un vuoto ancor più pesante è quello che si riscontra scorrendo la vera ‘Terni in tre giorni’, che, a differenza di quella più estesa alla quale Umbria24 ha fatto erroneamente riferimento nella giornata di martedì, è un pieghevole versione tascabile che suggerisce al turista un vero e proprio tour cittadino che parte dal duomo, fa tappa all’anfiteatro, nella chiesa di San Francesco, al Tempio del Sole, in piazza della Repubblica, alla fontana di piazza Tacito e molto altro ancora e termina con la visita alla Cascata e al lago di Piediluco con incursione a Carsulae se avanza tempo: manca San Valentino. E quando il dibattito sulla valorizzazione del santo patrono è tornato vivace, grazie all’interesse/denuncia di un quotidiano nazionale, ecco che si allunga la lista degli interventi.

ECCO LA GUIDA TASCABILE TERNI IN TRE GIORNI

San Valentino di Terni L’ambasciatrice di San Valentino Orietta Rubinia ha già avuto modo di dire la sua riguardo i gadget; diversi ternani, sui social, si sono risentiti per il titolo del Riformista ‘Terni non ama San Valentino: la festa mancata, l’occasione sprecata, i Baci Perugina’; il vicesindaco e assessore al Turismo e alla cultura, Andrea Giuli, ha rivendicato alcune iniziative messe in campo nel corso del suo mandato; ma intanto altre autorevoli voci si sono alzate. È il caso dell’attore, regista e autore ternano Riccardo Leonelli che, sempre tramite Il Riformista ha ricordato il suo apporto alla realizzazione del festival StraValentino, organizzato nel 2009 dal giornalista ternano Arnaldo Casali, medievalista, autore di un romanzo su San Valentino e al quale proprio il Comune di Terni, due anni fa ha chiesto di scrivere un libro, una guida/racconto del protettore degli innamorati che fornisce un vero e proprio itinerario turistico cittadino. Ed è proprio Casali a intervenire di nuovo sulla questione che gli sta particolarmente a cuore; in una lettera inviata allo stesso quotidiano dice: «L’importante è rispettare la formula San Valentino di Terni, altrimenti la gente chissà a chi pensa» e inizia così il viaggio che porta il lettore a saperne qualcosa di più su quel santo celebrato il 14 febbraio, che era il vescovo di Terni.

La statua di San Valentino cerca casa Ma a stigmatizzare ancor di più quello che da sempre è posto al centro del dibattito come un vuoto, nella promozione di Terni attraverso il suo santo patrono è Paolo Consorti che a Umbria24 rivela come dal 2015 sia in attesa di un sito appropriato per collocare la sua scultura ‘Valentino con ghiaccio’. Di seguito la lettera dell’artista: «Ho letto con grande interesse il vostro articolo riguardante il dibattito che si è aperto su san Valentino e sul modo con cui questa risorsa viene gestita a Terni. Mi associo alla delusione di altri creativi che, come me, hanno realizzato opere sul celebre, per quanto ignorato, santo. Nel 2015 ho realizzato con grande Amore, tanto per stare in tema, una scultura, chiamata “Valentino con ghiaccio” e una corposa mostra a Palazzo Primavera, egregiamente curata da Chiara Ronchini e sponsorizzata dalla famiglia Camilli. In questa mostra, oltre la grande scultura ispirata a San Valentino, esponemmo tutta la serie dei santi, intitolata Rebellio patroni, presentata alla Biennale di Venezia, a Palazzo Reale di Milano, al Teatro Margherita di Bari e al Museo Madre di Napoli e alla quale avevano partecipato artisti come Elio (nel ruolo di Francesco d’Assisi) e Giobbe Covatta (in quelli di san Gennaro). Il tour si concluse proprio a Terni, con un progetto artistico che comprendeva anche una danza sul ghiaccio e un cortometraggio, in cui Valentino era interpretato dall’attore Stefano Sala affiancato dalla pattinatrice Serena Angeli».

Paolo Consorti «Al di là della cordiale accoglienza – prosegue Consorti – il progetto non ebbe un grande riscontro. A pensare, che solo un anno prima, proprio a Terni, avevo vinto il mio primo premio con il mio primo film lungometraggio, al prestigioso Popoli e Religioni Film Festival, curato da Arnaldo Casali. Tornando al nostro San Valentino, onestamente mi aspettavo almeno un’acquisizione dell’opera scultorea, concepita appositamente per la città del santo patrono. Al dire il vero, nel corso di tutti questi anni, c’è stato un solitario interessamento da parte dell’assessore alla cultura Andrea Giuli, ma la sensazione che ebbi fu che, nonostante le sue romantiche intenzioni, fosse circondato da colleghi disinteressati. Un mio vecchio amico collezionista diceva: “l’Arte ha i tempi di Dio”; la città di Terni probabilmente, oltre ad esserne a conoscenza, deve aver preso alla lettera questo simpatico detto. Scherzi a parte, di fatto, come avete giustamente osservato, la scultura attualmente giace, invisibile, nella sede di un’associazione, in attesa di un “Miracolo” del santo. Ebbene, il miracolo è avvenuto! San Valentino mi è apparso e mi ha divinamente sussurrato che questo sarà il suo ultimo anno ternano, dopo di che, se continuerà a manifestarsi il proverbiale disinteresse da parte dei governatori della città, il nostro santo in polvere di marmo, dovrà tristemente fare le valige e tornarsene nello studio dal quale prese forma».

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