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mercoledì 24 febbraio - Aggiornato alle 18:49

Attacco alla città di San Valentino, ‘neanche un gadget’: Terni si indigna e sfodera film, tour e museo del patrono

Un articolo de Il Riformista fa infuriare i ternani: alza la voce anche l’ambasciatrice del santo patrono Orietta Rubinia

La basilica di San Valentino

Un giro per la città e non ha trovato un gadget con la figura di San Valentino, così un giornalista de Il Riformista, dopo aver ascoltato numerose voci nel Ternano, ha raccontato la sua esperienza con gli occhi del reporter, vestendo anche un po’ i panni del semplice turista che va nella città che vanta di aver dato i natali a San Valentino, conosciuto in tutto il mondo come il protettore degli innamorati, e non trova quel che si aspetta. Di sicuro il 14 febbraio 2021 non è stato lo stesso degli anni passati vista la pandemia, ma in ogni caso pur concordando alcuni con l’esistenza di una  qualche carenza turistico-promozionale, sono molti a schierarsi contro il taglio che il quotidiano ha riservato all’articolo in questione. Soprattutto il titolo, ha fatto infuriare i ternani: ‘Terni non ama San Valentino: la festa mancata, l’occasione sprecata, i Baci Perugina’. Sui social diversi i commenti negativi postati. E, tutto considerato, c’è una città che in qualche mdo sta tentando di muoversi affinché le cose cambino.

Terni e San Valentino Tra le voci raccolte, quella del vicesindaco Andrea Giuli: «Dobbiamo riappropriarci del legame con il nostro Santo – ha dichiarato a Il Riformista – strutturare un’offerta attrattiva sia per gli eventi del mese valentiniano che per il resto dell’anno». L’occasione è ghiotta per ricordare il Valentine fest: «Organizzato con quattro spicci nel 2019 e nel 2020, gli eventi e il logo, quello era un primo seme per qualcosa di più importante per il futuro, ovvero un percorso tematico urbano sulle tracce del Santo e poi un Museo di San Valentino, in fase progettuale, molto probabilmente virtuale, che potrebbe raccogliere anche statue, opere d’arte, pubblicazioni sulla storia del patrono». Ma quelle dell’assessore alla Cultura non sono le uniche iniziative in cantiere: il regista Bruno Colella, con una scenografia praticamente ultimata, avrebbe già individuato gli attori protagonisti per il film su San Valentino e dopo alcuni sopralluoghi in città, starebbe solo aspettando tempi migliori per scendere in campo sul set. Nel frattempo non è rimasta a braccia conserte l’ambasciatrice di San valentino nel mondo, Orietta Rubinia che, pur avendo ricevuto dal centro culturale valentiniano lo stesso incarico di Mark Kostabi, nell’articolo che ha irritato i ternani non viene nominata. È lei che, prima dell’avvento del Covid-19, stava organizzando eventi per cui artisti da tutto il mondo sarebbero giunti a Terni per esposizioni ed eventi: «Abbiamo fatto il possibile online – dichiara a Umbria24 – e non intendo mollare di un centimetro perché l’iniziativa ha riscosso ovunque un grande successo, dalla Colombia c’è addirittura l’interesse a replicare presso l’ufficio della cultura italiana a Bogotà».

Rubibia alza la voce Quanto ai gadgets, se è vero che mancano, Rubinia sa che la lacuna va colmata e nella replica a Il Riformista, rivolgendosi al giornalista dice, dopo essersi presentata: ‘Per quanto riguarda il mio operato , gli eventi che avevo organizzato in presenza con artisti italiani e internazionali sono state convogliati online attraverso i social e la pagina Istituzionale della biblioteca comunale di Terni , titolo dell’evento ‘Amore e le sue forme’ . I magneti, gadget e oggetti inerenti a San Valentino ce ne sono in abbondanza nei miei due atelier, infatti da 2 anni ho creato la linea San Valentino’.

 

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