di Francesca Marruco
E’ guerra sulla testimonianza di Antonio Curatolo, il clochard che in primo grado venne ritenuto un teste chiave per la condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Per l’accusa è attendibile e ha confermato quanto già detto nel precedente processo. Per le difese invece, le parole di oggi hanno evidenziato ancora di più l’inattendibilità dell’uomo. A mettere una parola definitiva su Curatolo potrebbero invece essere i giudici della Corte d’assise d’Appello che oggi hanno fatto specifiche domande sulla situazione personale del teste. Domande evidentemente volte a saggiare la sua attendibilità. Improbabile dunque che la candida ammissione dell’uomo di aver sempre fatto uso di droghe, e di aver assunto eroina nel periodo in questione, non sollevi dubbi o non provochi conseguenze.
Le incongruenze del racconto di Curatolo Del resto, anche la stessa testimonianza di Curatolo contiene incongruenze che a momenti pendono a favore dell’accusa, altri della difesa. Se da un lato infatti dice di aver visto Amanda e Raffaele la sera del delitto nel campetto da basket di piazza Grimana, che quella sera non pioveva e che c’era stato il mercato come effettivamente è stato, dall’altra sostiene anche che quella sera c’erano molti ragazzi mascherati da Halloween, e che c’erano gli autobus in partenza per le discoteche. Due dati che tra loro si scontrano. Meredith è stata uccisa la sera del primo novembre e non la sera di Halloween. Il primo novembre sicuramente non c’erano ragazzi mascherati. Curatolo del resto sembra non sapere neanche quando sia Halloween, in quanto alla domanda del pm Giuliano Mignini su quale giorno è la festa delle streghe, l’uomo ha detto «il primo o il due novembre, il giorno dei morti». Curatolo colloca poi il suo ricordo dei due ragazzi in piazza Grimana anche perché il giorno dopo avrebbe visto i carabinieri che facevano le domande intorno alle 14.00 e gli uomini della scientifica con le tute bianche che Curatolo ha definito «extraterrestri». Che il giorno del ritrovamento di Mez ci fosse stato un gran via vai di forze dell’ordine è vero. Le tute bianche in particolar modo però non arrivarono che a tarda sera. Del resto è anche vero che la sera di Halloween, secondo quanto si sa, né Amanda né Raffaele erano in piazza Grimana.
Le parole di Curatolo In particolare Curatolo ha detto di essere «certissimo» di aver visto Amanda e Raffaele. «Li ho visti vicino al campetto da basket che discutevano animatamente» ha detto al microfono dell’aula degli affreschi. «C’erano ragazzi mascherati da Halloween che si facevano gli scherzi» ha aggiunto. Su domanda del pubblico ministero Giuliano Mignini, ha detto poi che «quella sera non pioveva». Curatolo, che in aula ha detto di aver dormito sulle panchine di piazza Grimana per quasi otto anni, ha detto di essere certo di aver visto Raffaele Sollecito perché lo conosceva in quanto viveva di fronte al ristorante di alcuni tunisini da cui spesso andava a mangiare.
Curatolo, «ho sempre fatto uso di droga» Il polverone più grosso però Curatolo lo ha alzato rispondendo alle domande del giudice a latere a cui ha detto: «ho sempre fatto uso di droga. Nel 2007 prendevo l’eroina» ma, ha precisato «l’eroina non è allucinogena». Quanto alla sua condizione, su cui il giudice ha fatto domande, Curatolo è attualmente detenuto in carcere a Perugia in esecuzione di un cumulo di condanne relative a questioni di droga diventate definitive, ha detto prima di risiedere «a casa», poi «in carcere». «Ma non ho ancora capito il perché» ha precisato. Ha poi detto di avere dei precedenti penali per droga e per altri reati legati alle sue posizioni politiche. L’uomo si è infatti definito un «anarchico cristiano che dopo aver letto la bibbia ha deciso di vivere come Cristo».
Difesa Sollecito, Curatolo inattendibile Secondo l’avvocato Giulia Bongiorno, Antonio Curatolo è «il tipico teste che smentisce la tesi d’accusa». «Credo che oggi ci sia stato un importante passo avanti per la tesi della difesa» ha aggiunto ancora il legale tornato in aula dopo la maternità. «Il teste Curatolo- ha spiegato ancora Bongiorno – era un teste chiave per questo processo perché si diceva che collocava nella notte del delitto Raffaele e Amanda in una zona vicino alla casa in cui si è consumato l’omicidio. Tuttavia la notte del delitto è quella notte dell’uno e del due novembre, oggi è emerso che Curatolo colloca gli imputati sul luogo del delitto la notte di Halloween, quindi tra il 31 e l’1». Il clochard Antonio Curatolo ha anche detto di aver visto gli uomini della polizia scientifica il giorno dopo aver visto Amanda e Raffaele. Riguardo questa circostanza, l’avvocato Bongiorno ha commentato: «si però nel momento in cui lui ha collocato le maschere nella stessa sera in cui ha visto Raffaele e Amanda, e come tutti sapete la festa di Halloween è il 31 ottobre, ha concretizzato quello che noi ci aspettavamo, cioè ha evidenziato che lui effettivamente, ove avesse visto queste due persone, si dovrebbe collocare necessariamente ad Halloween». Quanto agli altri riferimenti temporali forniti da Curatolo, l’avvocato ha detto che il teste «su tutto il resto era incerto». «Curatolo – ha concluso la Bongiorno – non è attendibile quando dice di aver visto Raffaele e Amanda la sera del delitto, poi se li ha visti un’altra sera, vivevano in zona».
Attendibile per la parte civile Di avviso opposto accusa e parte civile: l’avvocato Francesco Maresca, che insieme a Serena Perna rappresenta i familiari di Meredith Kercher, ha detto che Curatolo è un teste «attendibile». «Ha esattamente ribadito – ha detto il legale – quello che aveva detto di fronte alla Corte di primo grado. Quindi ha ripetuto, ed è quello l’elemento cui fare riferimento, la presenza di tanti operatori della scientifica e di carabinieri presso la casa di via della Pergola. Ha detto ancora che non pioveva, come successe la sera del primo novembre del 2007 mentre pioveva la sera del 31 ottobre. Quindi è un’assoluta conferma di un teste ritenuto pienamente attendibile da una Corte in primo grado».
Nessuna novità per il pm Il pubblico ministero Manuela Comodi ha sostenuto invece che non c’è nessuna novità nella deposizione.«Nessun elemento nuovo- ha spiegato- se non quello che il clochard ha spiegato di avere visto i due imputati la sera in cui piazza Grimana era stata pulita per il mercato che si svolge il giovedì. E la sera prima dell’omicidio era proprio un giovedì. Tutti i commenti sull’attendibilità di Curatolo lasciano il tempo che trovano. Anche perché la sera di Halloween la Knox era al lavoro nel pub di Lumumba e Sollecito da un’altra parte. Quindi – ha concluso la Comodi – non può averli visti quella sera».
Soddisfatte le famiglie degli imputati «Oggi non poteva andare meglio» ha detto Chris Mellas, il patrigno di Amanda Knox, riferendosi alla testimonianza del clochard Antonio Curatolo. «Ha detto di aver visto i ragazzi la sera di Halloween, perfetto dunque». Anche il padre di Raffaele Sollecito non ci è andato leggero e ha detto: «come si fa a ritenere attendibile un teste che non sa neanche il motivo per cui si trova in carcere?. Dopo la sua testimonianza sono più ottimista. Si parlava di riabilitazione di questo testimone, e se si è riabilitato, oggi siamo proprio alla frutta». Quanto al figlio Raffaele, l’urologo ha detto che se non sarà più ottimista dopo oggi, «ce lo faccio diventare io. L’ho incontrato in carcere ieri mattina e ho cercato di tranquillizzarlo».
Gli altri testi e il rinvio Stamattina erano anche stati sentiti il proprietario dell’Etoile 54 che ha negato l’eventualità che il suo locale fosse aperto la sera del primo novembre e che quindi ci fossero navette in partenza da piazza Grimana, e una dirigente della polizia municipale che ha riferito sull’assenza di limitazioni del traffico in quel periodo nella stessa piazza. L’udienza è stata poi rinviata al 21 maggio prossimo per sentire l’ultimo teste della procura, il vice commissario Monica Napoleoni, oggi assente, e per discutere i risultati della perizia genetica in corso in questi giorni a Roma. I risultati della perizia dovrebbero essere depositati entro il 9 maggio per dare tempo alle parti di leggerli. I giudici dovranno poi esaminare le altre richieste presentate inizialmente dalle difese e calendarizzare le altre udienze. I giudici potrebbero infatti decidere di concedere altre perizie e altri testimoni alle difese, oppure dichiarare aperta la discussione e giungere, in tempi relativamente brevi ad una sentenza.

