«Accorpare minori, dipendenze, disturbi alimentari e salute mentale in un unico maxi dipartimento significa mettere insieme realtà profondamente diverse, rischiando di smantellare competenze specialistiche e creare un mostro burocratico destinato a rallentare cure e assistenza». A lanciare l’allarme il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei con un’interrogazione depositata in Assemblea legislativa dell’Umbria contro l’ipotesi di integrazione prevista nel percorso del nuovo Pssr salute mentale.
Nel documento, Giambartolomei parla apertamente di un’impostazione «non condivisa» con operatori e professionisti del settore, denunciando incontri «più simili a imposizioni che a un reale confronto». Secondo il consigliere di Fdi «la Regione starebbe tentando una riorganizzazione senza precedenti in Italia, ignorando criticità strutturali già esistenti e senza una vera analisi tecnica, scientifica e organizzativa. Nessuna Regione italiana ha mai adottato un modello così esteso e indifferenziato», si legge nell’atto, dove viene evidenziato il rischio concreto di «perdita di specializzazione, marginalizzazione dei servizi più fragili e aumento delle liste d’attesa».
Nel mirino l’idea di inserire nello stesso contenitore neuropsichiatria infantile, Serd, disturbi della nutrizione, salute mentale adulti e hub universitario, nonostante «percorsi, indicatori, responsabilità professionali e modelli assistenziali non sovrapponibili».
Giambartolomei avverte che «i primi a pagare il prezzo di questa operazione potrebbero essere proprio i pazienti più fragili: minori, persone con dipendenze e pazienti affetti da disturbi alimentari, che necessitano di équipe dedicate e percorsi altamente specialistici».
Con l’interrogazione, Giambartolomei chiede alla Giunta regionale di spiegare quali basi tecnico-scientifiche sostengano il progetto, se siano stati effettuati studi di impatto e benchmark con altre Regioni e come si intendano evitare tagli mascherati, dispersione di risorse e caos organizzativo all’interno del futuro dipartimento integrato.
