di Cristiana Mapelli
In Umbria assegnate quasi un quarto delle agevolazioni sono state intercettate da esercenti umbri. Un dato più alto rispetto a quelli delle altre regioni d’Italia dove, invece, nel primo triennio sono stati assegnati solo in un comune su mille. E’ quanto risulta da un’analisi del Centro Studi Enti Locali sul “Fondo destinato alla promozione dell’economia locale dei comuni con popolazione fino 20.000 abitanti” – varato dal governo nel 2019 per promuovere la riapertura delle attività commerciali chiuse da almeno sei mesi o l’ampliamento di quelle esistenti comuni fino a 20mila abitanti.
La misura L’agevolazione – tuttora vigente – consiste nell’erogazione, da parte dei comuni interessati, di contributi calcolati sulla base dell’ammontare dei tributi comunali dovuti e pagati dall’esercente nell’anno precedente a quello in cui viene presentata la richiesta. Il meccanismo prevede che le amministrazioni eroghino i contributi per l’anno dell’ampliamento/riapertura e per i 3 esercizi successivi e poi vengano, a loro volta, rimborsati dal Ministero dell’Interno a fronte di una rendicontazione annuale.
Mentre in Italia sono solo 73 in tre anni i comuni nei quali commercianti e artigiani hanno ottenuto ai contributi “anti desertificazione commerciale” previsti dal decreto Rilancio, pari a uno su mille. Tra questi anche l’Umbria che ha raccolto quasi un quarto delle agevolazioni. Infatti, sette comuni umbri hanno distribuito 231.178 euro di contributi su un totale di 937.788 mila totali. Tre in provincia di Perugia e quattro in quella di Terni.
I fondi Nel primo anno, il 2020, il fondo contava su una dotazione annua da 5 milioni di euro, poi era previsto un progressivo aumento delle risorse: 10 milioni nel 2021, 13 milioni nel 2022 e 20 milioni dal 2023 in poi.
In Umbria Ma quali sono i comuni che hanno assegnato queste risorse? C’è Giove (60.013,00), Montecchio (54.590,00), Ferentillo (51.036,53), Penna in Teverina (42.521,00), Lisciano Niccone (16.503,74), Gualdo Cattaneo (4.839,60) e Todi (1.673, 82).
Le regioni Le cifre effettivamente assegnate, rileva il Centro, sono molto distanti dalle previsioni. Complessivamente, in 3 anni, infatti non si raggiunge la soglia del milione di euro 458.089 euro nel 2020, 409.020 euro nel 2021 e 70.680 euro nel 2022. Tra le regioni di una riuscita così bassa il centro studi indica lo scoppio della crisi pandemica che si è abbattuta sui negozi.
La classifica Spulciando tra i dati, i comuni nei quali la risposta è stata più importante sono, nell’ordine, Giove (Terni), in cui sono stati distribuiti oltre 60mila euro, Benedutti, in provincia di Sassari (58mila euro di agevolazioni concesse) e Montecchio, ancora nel ternano, con quasi 55mila euro. Oltre alle buone performance dell’Umbria che, come raccontano i dati, ha beneficiato della misura, seguono, in testa alla classifica regionale, il Piemonte, con 116.641 euro, il Trentino Alto Adige, con 106.717 euro e la Lombardia (76.478). Lazio e Abruzzo non sono pervenuti.
